“Il telefonino è la scatola nera delle nostre vite” ( cit. “I perfetti sconosciuti“, 2016 )

Una frase che, per quanto carica di sfaccettature e capace di veicolare una certa dipendenza da uno strumento, difficilmente vi sconvolgerà. Perché? Semplice, attualmente quella frase rappresenta un vero proprio spaccato della nostra quotidianità.
Se pensiamo, infatti, a uno strumento che è passato da inesistente a inevitabilmente indispensabile e che più di tutti ha modificato in tempi brevi le nostre abitudini, quello è sicuramente lo smartphone.

Naturale evoluzione del cellulare che già aveva reso le persone sempre reperibili, lo smartphone ha avuto straordinaria capacità di rendere il mondo costantemente connesso.
Qualsiasi tipo di ricerca, attività lavorativa o le più “frivole” attività sociali possono avvenire nell’immediato senza ostacoli, tutto tramite uno strumento relativamente piccolo, ma dal cuore altamente sofisticato e potente che virtualmente ha abbattuto ogni ostacolo di tempo e spazio.apple-inc-researchkit-receives-immense-response-right-after-launch

Per queste sue straordinarie potenzialità, gli ambiti di applicazione dello smartphone non si limitano alla sola facilitazione dei gesti e vita quotidiana, ma a settori ben più importanti e rivoluzionari, primo fra tutti quello medico.

Basato sull’assunto di cui parlavamo poc’anzi, Apple, insieme ad 11 aziende ( tra cui l’italianissima MMN), ha dato il via a ResearchKit, un framework software open source creato per rivoluzionare completamente il processo di raccolta dati nell’ambito della ricerca medico-sanitaria.
Come? Tramite un meccanismo tanto semplice quanto geniale che trasforma gli iPhone, mediante appositi sensori, in un vero e proprio strumento medico, il cui scopo è la raccolta di tutti i nostro valori, come peso corporeo, pressione sanguigna, livelli di glucosio e utilizzo di inalatori per l’asma, che vengono misurati da dispositivi e app di altri produttori.

Ovviamente sarà necessario dare la propria autorizzazione, che consentirà a tutte le app (comunicanti tra di loro tramite HealthKit, introdotto da Apple con iOS 8) di accedere ai dati raccolti dall’app Salute, elaborarli e inviarli alle varie aziende, che, uniti ai dati già presenti nel loro database, forniranno un quadro più completo.TechPrincess_ResearchKit_Apple

ResearchKit rappresenta quindi il potenziale superamento di quello che fino oggi è stato uno dei grandi problemi della ricerca medica. Tutti i possessori di un iPhone 5 e suoi modelli successivi possono infatti, volontariamente e attivamente, partecipare alle ricerche inviando dati e rispondendo a questionari.

La possibilità di accedere ad un ampio campione di popolazione (più di 100mila iscritti in soli sei mesi) e di reperire con facilità dati estremamente dettagliati e precisi, ha portato ricercatori, scienziati e medici a sfruttare a pieno il concetto di open source che sta alla base di ResearchKit creando numerosi studi clinici e contribuendo così alla crescita della comunità.

Attualmente sono state create app per studi sull’asma, sul tumore al seno, sulle malattie cardiovascolari, sul diabete e il morbo di Parkinson. Un esempio pratico? Stanford Medicine ha sviluppato l’app MyHeart Counts che misura l’attività e i fattori di rischio; tutte informazioni che aiutano i ricercatori a valutare con maggiore accuratezza la relazione che intercorre fra il livello di attività fisica, lo stile di vita dei partecipanti e la salute cardiovascolare. Studiando tale relazione su un’ampia scala, i ricercatori potranno comprendere meglio come mantenere un apparato cardiocircolatorio più sano.stanford-myheart-counts-iphone6-heroPer fa un altro eccellente esempio l’app Share the Journey, sviluppata da Dana-Farber Cancer Institute, Penn Medicine, Sage Bionetworks e dal Jonsson Comprehensive Cancer Center della UCLA, è uno studio clinico che mira a comprendere perché alcune pazienti guarite dal tumore al seno hanno tempi di ripresa più rapidi di altre, perché i loro sintomi variano nel tempo e cosa fare per migliorare la loro condizione. Share the Journey si avvale di questionari e dati dei sensori dell’iPhone per raccogliere e monitorare informazioni su cambiamenti cognitivi, dell’umore e dello stato di affaticamento, disturbi del sonno e riduzione dell’attività fisica.

Questi sono solo due delle infinite possibilità che ResearchKit dispone. Ovviamente sono stati sollevati dei dubbi legati alla privacy e l’attendibilità delle fonti, ma Apple fino ad adesso ha dimostrato di aver creato strumento in grado di innovare, in un campo dove l’innovazione è la parola chiave, l’elemento cardine.