Le montagne alle mie spalle, il lago davanti ai miei occhi e decine di persone a cui non serve alcuna scusa per salutarmi con cortesia. Appena scesa del treno inizio a capire come Esino Lario sia riuscito in quella che sembrava un’impresa impossibile: ospitare la 12° edizione di Wikimania.

L’idea di candidare questo piccolo paese, che arriva a contare poco meno di 800 abitanti, è nata quasi 3 anni fa e porta la firma di Iolanda Pensa, ricercatrice dell’Università di Lugano, volontaria di Wikipedia ed esinense. Candidare questo gioiello sul Lago di Como però è stato solo il primo passo. Per poter ospitare il migliaio di persone atteso per questo evento è stato necessario richiedere l’intervento della Regione Lombardia, che ha stanziato un totale di 500.000 Euro per consentire la riqualificazione della Strada Provinciale 65, unico punto di accesso al paese, una serie di interventi sulle strutture che in questi giorni ospitano Wikimania, tra cui le sale conferenze e il vecchio cinema, e l’installazione di una rete ad hoc, realizzata da Eolo per consentire sia ai partecipanti che agli abitanti di sfruttare la connessione a banda ultralarga.

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La dodicesima edizione di questa manifestazione, che raduna da anni tutti coloro che con costanza e pazienza contribuiscono alla sopravvivenza di Wikipedia e alla proliferazione delle voci in essa contenute, non è solo il frutto degli sforzi delle istituzioni, ma soprattutto dei volontari esinensi che hanno letteralmente aperto le loro case ai partecipanti, che hanno atteso pazientemente i wikipediani alla piccola stazione ferroviaria di Varenna-Esino Lario e che hanno persino organizzato una serie di comitati di benvenuto negli aeroporti per riuscire ad accogliere al meglio i visitatori.

Come Wikipedia, Esino è una realtà straordinaria, fatte di persone straordinarie – spiega il sindaco Pietro PensaIn questo piccolo comune ci sono quindici associazioni di volontariato. Quindici. Tutte persone che si danno da fare per gli altri in modo gratuito e spassionato.

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Wikimania 2016 insomma si distingue nettamente da tutte le edizioni precedenti, tenutesi in metropoli come Hong Kong, Londra e Washington D.C., e lo fa portando con sé tre messaggi importanti.

Il primo, e più intuitivo, è che anche le piccole realtà possono fare grandi cose. La forza di volontà di 760 abitanti, la loro determinazione e la loro fiducia nelle potenzialità di Esino Lario hanno permesso ad oltre 1000 persone provenienti da 60 Stati differenti di incontrarsi, trasportando nella quotidianità quell’idea di comunità che perma Wikipedia fin dalle sue origini.

Il secondo messaggio che questo evento lungo 5 giorni (dal 22 al 26 giugno) spero riesca a veicolare è che l’Italia è pronta ad accogliere una realtà internazionale come Wikipedia ma per farlo davvero a 360° è necessario cambiare una serie di leggi antiquate che purtroppo limitano l’operato dell’enciclopedia più grande del mondo e di Wikimedia Italia, l’associazione per la diffusione della conoscenza libera fondata nell’ormai 2005. Di cosa sto parlando? Di una serie di articoli legislativi che vietano il libero utilizzo delle immagini dei beni culturali italiani. Sì, è vero, le fotografie di per sé non ci insegnano quasi nulla, ma, in un’epoca in cui l’informazione passa prima di tutto per le immagini, poter caricare liberamente le foto che ritraggono il nostro patrimonio artistico sembra ormai più che necessario.

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L’ultimo messaggio viene direttamente dalla seconda giornata di Wikimedia 2016 che ha visto la comunità di Wikipedia alle prese con un tema estremamente contemporaneo: la parità di genere. L’enciclopedia online più famosa al mondo ha infatti deciso di dedicarsi alla creazione e all’aumento delle biografie femminili, curandone sia la quantità che la qualità per poter evidenziare come le donne siano in grado di contribuire all’avanzamento della nostra società tanto quanto il genere maschile. Naturalmente anche le wikipediane e i wikipediani italiani hanno abbracciato la causa, decisi a portare un nuovo approccio culturale per evitare che sulle pagine italiane dell’enciclopedia si parli del sesso femminile solo in riferimento a fatti storici o di cronaca.

Sul Lago di Como si prova quindi, con passione e dedizione, a definire il futuro del nostro patrimonio culturale, un futuro sempre più basato sulla multiculturalità e sulla condivisione.