Domenica 13 marzo, il software AlphaGo ha battuto il miglior giocatore del mondo di Go, gioco di strategia di origine cinese nato circa 2500 anni or sono.

Lee Sedol – campione sud coreano – ha combattuto 4 match (vincendone addirittura uno) contro il computer DeepMind e il suo sofisticato software di intelligenza artificiale AphaGo acquistato da Google 2014. Il 15 marzo si svolgerà la quinta e ultima partita che ovviamente non potrà ribaltare le sorti del numero uno al mondo.

Da oltre venticinque anni, umani e macchine guidate da intelligenze artificiali si scontrano in giochi come gli scacchi, OthelloScrabble. In questi casi le macchine hanno facilmente avuto la meglio sugli umani ma mai con il gioco del Go che – se confrontato agli altri – è di gran lunga più complicato e difficile da gestire per un’intelligenza artificiale.

Demis Hassabis, CEO e co­founder di Google DeepMind ha affermato: “Il Go è il gioco più profondo e raffinato che l’umanità abbia mai ideato. Go è un gioco basato principalmente sull’intuizione (non su brutali calcoli), fattore questo che rende il gioco estremamente difficile per un computer. Siamo onorati di batterci con Lee Sedol, la leggenda vivente del Go. Vincere o perdere per noi non ha importanza: quello che speriamo è che questo match tra colossi susciti curiosità nei confronti del Go, ancora poco conosciuto nel mondo occidentale“.

Secondo gli esperti ci sarebbero volute decine di anni prima che un computer potesse battere un essere umano al gioco del Go ma i ricercatori di Google DeepMind hanno modificato l’algoritmo rendendo possibile l’impensabile: gli algoritmi creati sono capaci di imparare dall’esperienza e dai dati e sono abbastanza generici da permettere una grande varietà di azioni.

Il team di DeepMind è composto da rinomati esperti provenienti da tutto il mondo, i primi della classe nei loro rispettivi campi, inclusi specialisti delle reti neurali, dell’apprendimento per rinforzo e dei sistemi ispirati ai modelli neuroscientifici.

I match vinti da AlphaGo rappresentano, in via definitiva, il futuro di Google e dell’intelligenza artificiale. Questi miglioramenti incideranno in modo positivo su tantissime funzioni già offerte dal colosso di Mountain View dal come il riconoscimento dei volti nelle fotografie, l’identificazione dei comandi vocali impartiti allo smartphone. Questo tipo di tecnologia, potenzialmente, può reinventare completamente tutto, dalla ricerca scientifica alla robotica.

Google DeepMind si prefigge il compito di migliorare le nostre vite in tutto e per tutto. A qualcuno di voi fa paura l’intelligenza artificiale così avanzata di AlphaGo?