A quasi 50 anni di distanza dalla missione che condusse l’Apollo 11 sulla Luna, Audi porta avanti un progetto a dir poco interessante: nel 2017, infatti, la casa automobilistica tedesca invierà il suo rover Audi Lunar Quattro sul suolo lunare.

L’idea è nata grazie al Lunar XPRIZE, una competizione ideata da Google con lo scopo di spronare gli imprenditori a sviluppare metodi innovativi, ma soprattutto low-cost, per migliorare l’esplorazione spaziale effettuata a mezzo robot. Per vincere il consistente premio di ben 30 millioni di dollari, i partecipanti al concorso dovranno inviare sulla Luna un robot in grado di esplorare almeno 500mt di superficie e documentare con foto e video la sua esplorazione.

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La Luna ha affascinato l’uomo per millenni, le sue eclissi hanno terrorizzato inconsapevoli civiltà, mentre la sua attrazione gravitazionale crea le maree. Nonostante tutto quello che siamo riusciti ad imparare in anni ed anni di studio, c’è ancora molto di più che dobbiamo scoprire.

Per raggiungere il nostro satellite, Audi si è servita di una stampante 3D per la realizzazione di Lunar Quattro, che è composto principalmente di alluminio e titanio. La stampante 3D, però, non è servita solo a contribuire alla costruzione del rover. Il team Audi vuole infatti ideare un prodotto analogo in grado di sfruttare le riserve di alluminio, titanio e magnesio presenti naturalmente nel suolo lunare al fine di creare ulteriori parti per altri dispositivi direttamente sulla Luna. La teoria di Audi è molto semplice: è più facile costruire qualcosa in loco, piuttosto che spedircelo.

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Audi Lunar Quattro è dotato di ben quattro motori elettrici – uno per ruota – alimentati da pannelli solari che ricaricano le batterie e forniscono energia anche alle telecamere che documenteranno l’esplorazione. Il rover, pesante appena 35 kg, vanterà una velocità di 3,6 km orari. Partito dalla terra, si godrà un viaggio di 5 giorni  a bordo di un razzo che percorrerà 380.000 km, arrivando molto vicino all’area che fu usata da Apollo 17 nel lontano 1972 per il suo atterraggio.

Una volta conquistato il suolo lunare, Audi ha già in mente svariati progetti da realizzare, fra questi la creazione di una “autobahn“, un’autostrada lunare. Sciogliendo letteralmente la superficie del satellite, verrà così a crearsi una strada, che permetterà ai robots di muoversi su percorsi prestabiliti a velocità più elevate di quanto sarebbe normalmente possibile sulla ruvida superficie lunare.

Ciò che mi sta davvero a cuore non è certo la vincita dell’XPRIZE, voglio che tutti possano trarre beneficio da questo risultato. – ha dichiarato Robert Böhme, CEO dei PT Scientists Audi – Sbarcare e percorrere 500 metri non rappresenta un grande risultato in sé.” Ciò che interessa a Böhme, invece, è la “vivibilità” al di fuori del nostro pianeta: se si riuscirà a stampare parti di dispositivi direttamente sul suolo lunare, ciò porterà a dare nuovi significati alla parola esplorazione, che potrà essere affrontata in modi mai immaginati prima. Conclude Böhme “Senza Apollo, niente di tutto questo sarebbe oggi possibile.”