Ford ha annunciato che, nel corso del 2016, triplicherà la sua flotta di prototipi di veicoli a guida autonoma basati sulla Fusion Hybrid, gemella americana della Mondeo, aggiungendo 20 nuove unità alle attuali 10 esistenti.

La ricerca sui veicoli a guida autonoma è portata avanti nell’ambito dello Smart Mobility Plan, la strategia dell’Ovale Blu per trasformare l’esperienza di trasporto del domani grazie alle tecnologie di connettività, all’analisi degli scenari di mobilità e alle tecnologie big data.

Ford condurrà i test in California, dove di recente ha ottenuto l’autorizzazione dalle autorità per la sperimentazione su strade pubbliche sia urbane che extraurbane, e in Michigan, dove è stata creata Mcity, una vera e propria città in cui vengono riproposti tutti gli scenari in cui i veicoli a guida autonoma potrebbero trovarsi.

“Avvalendoci delle tecnologie più avanzate disponibili ed espandendo la nostra flotta di veicoli di test, lanciamo un messaggio chiaro sul nostro impegno rispetto allo sviluppo di auto a guida autonoma accessibili da milioni di persone – ha dichiarato Raj Nair, Vice Presidente Esecutivo Sviluppo Prodotti Globali Chief Technical Officer, di Ford. – Con più prototipi su strada, accelereremo lo sviluppo di algoritmi che renderanno i nostri veicoli ancora più intelligenti”.

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La nuova flotta permetterà di accelerare lo sviluppo di software per la guida autonoma e sarà dotata di avanzati sensori Velodyne Solid-State Hybrid Ultra PUCK Auto ad alta precisione, migliorando la capacità dei software di riconoscere un numero maggiore di possibili scenari e condizioni di guida.

Questi sensori, più leggeri e compatti, appartengono alla terza e più recente generazione di questo genere di tecnologia, possono scansionare l’ambiente fino a 200 metri di distanza e possono essere integrati coerentemente all’interno del design dell’auto, per esempio all’interno dei retrovisori laterali.

Ford utilizza i sensori LiDAR di Velodyne da oltre 10 anni, un’innovazione che ha cambiato radicalmente l’approccio nei confronti della guida autonoma. La tecnologia è basata sull’emissione di milioni di impulsi laser al secondo e sulla misurazione del tempo che la luce impiega a raggiungere i diversi oggetti. Il risultato è che il veicolo è in grado di ricostruire una mappa tridimensionale in alta definizione dell’ambiente e di determinare la distanza che lo separa anche dal più piccolo degli elementi presenti.

La nuova flotta di Fusion Hybrid a guida autonoma, inoltre, è dotata di dispositivi di sicurezza basati sul concetto della ridondanza, come i cablaggi di backup per l’elettronica di controllo di acceleratore, freni e sterzo.

”Con sistemi hardware e software di nuova generazione, come i compatti sensori Solid-State Hybrid Ultra PUCK Auto, Ford è ancora più vicina alla realizzazione di un veicolo a guida autonoma pronto per la produzione”, ha dichiarato Jim McBride, technical leader del programma veicoli autonomi, di Ford.

Sul fronte delle tecnologie già disponibili, gli ingegneri Ford continuano a dotare i propri modelli di sensori, telecamere e radar per offrire le più avanzate tecnologie per l’assistenza alla guida semi-autonoma, già presenti a bordo di milioni di veicoli in tutto il mondo.