Fondata dal signor Walter Cherry nel 1953 in Illinois e trasferitasi in Germania nel 1979, Cherry è il produttore di tastiere più longevo al mondo. Ora, forte di 60 anni di esperienza, l’azienda ha deciso di conquistare anche il mercato italiano appoggiandosi ad una gamma di prodotti che ha già spopolato sul suolo tedesco.

Modello di punta dell’azienda è la nuova MX Board 6.0, la tastiera meccanica che mixa sapientemente due tecnologie proprietarie: MX, che garantisce un’elevatissima precisione grazie agli switch realizzata dall’azienda e pensati per durare nel tempo, e RealKey, che permette l’elaborazione analogica del segnale. Il risultato è un dispositivo capace di leggere tutti i tasti simultanamente ma anche in grado di evitare errori di input.

Proprio come la sorella maggiore, anche  MX Board 3.0 nasce come tastiera professionale. A bordo la tecnologia MX, la possibilità di leggere contemporaneamente 14 tasti e una piastra in metallo che ne garantisce la robustezza.

A differenza della MX Board 6.0, la 3.0 non è dotata di un poggiapolsi magnetico, ma è possibile acquistare separatamente il Cherry Palmrest, pensato per supportare naturalmente la mano durante la digitazione e prevenire eventuali dolori al polso.

TechPrincess_Cherry_MXBoard30_PalmrestStream 3.0 è invece il prodotto più recente dell’azienda. Pensata per un uso continuo e con lettere e simboli incisi con il laser per resistere all’usura, questa tastiera vanta un design ergonomico e ultra-flat per evitare di affaticare chi la usa ed è progettata per ridurre al minimo i rumori prodotti in fase di digitazione. Il risultato è un dispositivo perfetto per il lavoro d’ufficio, anche se a farle concorrenza ci pensa la KC 1000, ideata per supportare oltre 10 milioni di pressioni e dotata di 4 tasti di scelta rapida.

Ad averci colpito però durante la presentazione milanese di Cherry, è stata una variante di quest’ultima la KC 1000 SC. Le caratteristiche di base sono le stesse ma a fare la differenza è proprio questo “SC” aggiunto al nome che sta per Smart Card. Ebbene sì, questo accessorio integra un lettore di smart card ed è pensata per garantire un buon livello di sicurezza, utile nella sanità e nella pubblica amministrazione.

La domanda a questo punto è “Perché aggiungere un lettore di questo tipo alla tastiera quando basterebbe un accessorio separato e magari già presente in ufficio?“. Semplice: sbadatezza. La maggior parte degli utenti infatti tende ad inserire la propria smart card nel dispositivo e a dimenticarla; in questo modo invece l’avrete costantemente sott’occhio e lasciarla incustodita diventerà molto più difficile.

TechPrincess_Cherry_KC1000SCCompletano la panoramica due set: il DC 2000 e il DW 3000. Il primo è composto da una tastiera molto simile alla KC 1000 a cui si aggiunge un mouse a 3 tasti pensato sia per i destrorsi che per i mancini, mentre il secondo set, dotato di caratteristiche analoghe, vanta mouse e tastiera wireless, per tutti coloro che preferiscono avere meno cavi possibili sulla scrivania.

A mancare all’appello al momento sono le tastiere Bluetooth per dispositivi mobile, che per ora non verranno sviluppate dall’azienda, e una variante per Mac, che, stando a quando spiegato da Michael Schmid, Head of PR dell’azienda, potrebbe arrivare nel prossimo futuro. Schmid ci ha infine svelato che il prossimo anno arriveranno anche le tastiere dedicate alla gestione delle sempre più diffuse smart TV.

Cosa ne pensate delle tastiere di Cherry? Pensate di dare loro una chance?