I disturbi alimentari sono un argomento molto delicato e purtroppo difficile da superare, ma oggi problemi come anoressia e bulimia possono essere superati con Sc(hi)accia dca, la prima app per iOs e Android che permette alle persone che hanno un problema alimentare di ottenere informazioni e aiuto entrando in contatto diretto con medici e specialisti.

Voluta dal Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) della Casa di Cura Palazzolo di Bergamo, Sc(hi)accia dca comunica direttamente agli adolescenti in modo efficace. Si stima infatti che almeno il 3,3% della popolazione italiana sia affetta da anoressia e bulimia, di cui l’80% dei pazienti sono donne, il 50% ha tra i 12 e 25 anni e il 20% tra gli 8 e i 12 anni. Non solo: anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata tendono ad avere una cronicizzazione elevata e un indice di mortalità che ne fa la seconda causa di morte tra i giovani.

Sc(hi)accia dca consentirà agli adolescenti, ma anche alle famiglie, di interagire direttamente con un esperto in disturbi del comportamento alimentare. È un’app rivoluzionaria, un ulteriore tassello del nostro impegno in questa direzione: dalla sua apertura nel 2000, il Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare (Cdca) ha seguito 1743 persone e ne ha ricoverate 653. È un fenomeno in continua crescita e con questa App sarà più facile offrire un supporto concreto a ragazze e ragazzi che altrimenti difficilmente si rivolgerebbero a un centro”, spiega il dott. Edoardo Manzoni, direttore generale, .

Chi è affetto da disturbi alimentari assume un atteggiamento di isolamento relazionale – aggiunge il dott. Amaglio, Direttore del Centro per la diagnosi e la cura dei disturbi del comportamento alimentare. – Attraverso l’App chi rileva questo rifiuto ora sa che cosa fare: ha la possibilità di valutare i propri timori e affidarsi a un’equipe specializzata che attui interventi psicologici e nutrizionali mirati alla gestione dell’ansia, delle emozioni negative, del reintegro nel tessuto sociale e dell’aumento graduale del peso, finalizzato a ottenere una condizione di buona salute”.

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Anoressia e bulimia sono malattie e come tali necessitano di cure specialistiche: l’App è il primo approccio per facilitare il contatto con pazienti solitamente sfuggenti, può essere un utile accompagnamento verso una guarigione fatta di valutazioni diagnostiche e di percorsi personalizzati con l’intervento di medici spiecialisti.

Le richieste che arrivano alla app vengono gestite dal Centro per i Disturbi Alimentari della Clinica Palazzolo di Bergamo che dialoga con il network nazionale di centri accreditati e assicura un contatto meno invasivo, ma più immediato con il mondo sommerso di chi soffre di questa patologia, reso possibile grazie al bando promosso dalla Fondazione Vodafone “Digital for Social”.

L’impegno della Fondazione Vodafone Italia si declina nella promozione del digitale e della tecnologia come strumento di innovazione sociale. “Come Fondazione Vodafone Italia – spiega Maria Cristina Ferradini, Sustainability manager di Vodafone e Consigliere Delegato di Fondazione Vodafone – abbiamo deciso di sostenere questo progetto perche’ coniuga insieme le tecnologie digitali alle competenze psicologiche e mediche del team, la collaborazione di importanti esperienze del territorio e soprattutto perche’ si propone di aiutare i ragazzi e le famiglie in quella dimensione del disagio nascosto e spesso negato che porta a punti di non ritorno”.

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Player da quasi 20 anni, a dispetto di nonne, nonno e zie. Se il primo amore non si scorda mai, chi si dimentica di Sir Daniel Fortesque? (salvo poi essere rimpiazzato da Squall, ma quanto è simpatico Crash?!) Appassionata di social, digital e qualsiasi cosa in evoluzione. Ah già, anche di videoludico. Ho cominciato nelle peggiori sale gioco per finire sulla multitasking PS4. Femminista? Forse. Gamer girl? Che importa, basta che ci sia da giocare.