Ford ha deciso di mettere alla prova la versione a guida autonoma della Fusion, la gemella americana della Mondeo, in condizioni di totale oscurità per testare i nuovi sensori LiDAR.

La prova, effettuata in Arizona, ha permesso alla casa automobilistica di confermare la precisione dei sensori e del software Virtual Driver, il che permette alla vettura di muoversi in totale sicurezza anche quando le videocamere risultano inefficaci per via dell’assenza di luce.

Grazie a LiDAR, le Fusion sperimentali non devono fare affidamento sulla luce o sull’uso di videocamere che rilevano la presenza di linee bianche sull’asfalto – ha commentato Jim McBride, a capo del programma Ford sulla guida autonoma. – Infatti, LiDAR permette ai nostri veicoli a guida autonoma di procedere al buio esattamente come farebbero in presenza di luce“.

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Ma come funzionano effettivamente? In sostanza LiDAR emette degli impulsi che permettono all’auto di auto-localizzarsi in tempo reale su una serie di mappe 3D ad alta risoluzione, complete di informazioni sulle strade, sulla segnaletica, sulla geografia e arricchite anche da punti di riferimento, edifici ed alberi per facilitare la guida anche a fari spenti. Non mancano infine i dati forniti dal radar che vengono combinati con quelli forniti dai sensori.

All’interno dell’auto, avvertivo che la vettura si muoveva, ma guardando fuori dal finestrino vedevo solo l’oscurità – spiega Wayne Williams, ingegnere e ricercatore di Ford. – Dal sedile posteriore, seguivo l’avanzare dell’automobile in tempo reale monitorandolo a computer. È impressionante che la vettura sia rimasta in carreggiata in quelle condizioni di visibilità e su quelle strade tortuose“.

Chissà se Ford riuscirà a raggiungere nei prossimi mesi la totale autonomia di guida grazie a queste continue innovazioni.