Più volte, parlando della generazione moderna e del mondo attuale, sociologi ed esperti l’hanno definita una “società 2.0“, in cui tecnologia ed informatica vivono a fianco dei cittadini di tutto il mondo per coadiuvarli nelle loro attività.

A conti fatti, non si potrebbe negare l’enorme apporto, a volte anche al di sopra dell’immaginabile, che le nuove tecnologie hanno portato nell’ultimo secolo. Eppure, come ogni innovazione, la tecnologia e l’informatica hanno anche il loro “lato oscuro”, l’utilizzo dannoso e cancerogeno che ogni giorno minaccia il benessere di milioni e milioni di persone.

A tal proposito Trend Micro, leader nella protezione dati internet e nella sicurezza cloud, ha tenuto il Security Barcamp, un meeting illustrativo svoltosi presso Open, a Milano, in cui sono state presentate le previsioni di sicurezza per il prossimo anno. 

A partecipare all’incontro sono stati presenti esperti del mercato ed esponenti di aziende di primo piano come Donato Ceccomancini, Sales Operation and Sales Consultant Director di Fujitsu Italia, Francesco Traficante, Data Protection Officer & Privacy Consultant, Founder e CEO Microell, Vincenzo De Lisi, CIO di Sirti, Davide Maria Rossi, Partner di Spike Reply e Rodolfo Rotondo, Business Solution Strategist di VMware.

Durante l’evento è stato illustrato il report “Previsioni sulla sicurezza 2016“, che ha evidenziato come l’anno prossimo rischi di diventare l’anno delle estorsioni online, condizionando la privacy dei dati sia delle aziende che delle persone. Si preannuncia, inoltre, una crescita esponenziale dei malware diretti ai dispositivi mobile, che arriveranno a quota 20 milioni (con primo paese vittima la Cina), oltre ad una grande falla nei dispositivi mobile che rischierà di alterare il corso della storia dei sistemi operativi.

I relatori si sono trovati d’accordo anche nel prevedere un impegno sempre maggiore da parte degli hacktivisti, che miglioreranno i loro metodi di attacco per distruggere sistematicamente gli obiettivi e raggiungere i loro scopi. Da qui la necessità di una maggior collaborazione tra le diverse aziende e gli enti governativi per riuscire a contrastare tutte le prossime mosse. Gli esperti ammoniscono anche i rispettivi governi di non attuare una svolta sufficientemente offensiva nei confronti della lotta al cybercrimine.

TechPrincess_TrendMicro_Cybercrime

Secondo l’analisi del report, solo negli Stati Uniti il 48% dei consumatori utilizza software che bloccano le pubblicità online, abitudine cresciuta del 41% in tutto il mondo. Questo spingerà gli inserzionisti a cambiare il loro approccio alle pubblicità online e i cyber criminali cercheranno altri modi per ottenere le informazioni degli utenti. Le estorsioni online subiranno un’impennata preoccupante, grazie all’utilizzo di analisi psicologiche e tecniche di ingegneria sociale. Gli hacktivisti pubblicheranno sempre più informazioni incriminanti, che non solo colpiranno i loro obiettivi ma stimoleranno anche “infezioni” secondarie. Gli attacchi diventeranno sempre più personali e agiranno sulla minaccia e sulla paura di ledere la reputazione della persona o dell’azienda. 

Oggi, di fronte alla diffusione di nuove minacce e attacchi complessi e alla preponderanza delle tecnologie e di Internet nella vita quotidiana delle persone, che comunicano e si muovono in rete lasciando tracce a volte inconsapevolmente, cambiano gli scenari della sicurezza e le risposte che dobbiamo dare in caso di attacco – afferma Gastone Nencini, Country Manager Trend Micro – Dobbiamo rimanere concentrati nello sviluppare soluzioni di estrema avanguardia dal punto di vista tecnologico, ma dobbiamo anche condividere le ricerche, il know how e le competenze, per generare maggiore conoscenza e adottare una strategia comune di difesa sia a livello aziendale che di sistema Paese. Ci auspichiamo, quindi, di poter organizzare iniziative comuni come il Security Barcamp con altre importanti aziende. Prevediamo che il 2016 sarà un anno molto significativo per le diverse variabili dell’equazione criminale. In un momento in cui gli utenti diventano maggiormente consapevoli delle minacce online però, gli attaccanti reagiranno sviluppando schemi ancora più personalizzati e sofisticati per colpire gli individui e le imprese“.