Al giorno d’oggi il tempo a nostra disposizione è sempre più compresso e le nostre esigenze sempre più “dilatate”. L’e-commerce fa ormai parte della nostra quotidianità: ci facciamo spedire in un’ora ciò di cui abbiamo bisogno con Amazon Prime Now e ordiniamo la cena con Foodora oppure Just Eat. Va bene, i beni materiali e deperibili sono tutti acquistabili online. E se invece si avesse bisogno di un parrucchiere oppure di un’estetista?

Fino a qualche tempo fa i metodi per trovare un salone di bellezza erano decisamente rudimentali e fermi all’uso di internet 1.0: si poteva cercare sulle pagine gialle, affidarsi – alla poco precisa – ricerca su Google oppure chiedere consigli sui forum specializzati.

Tutte queste metodologie però richiedono tempo e voglia.

Perché quindi non inventarsi un nuovo aggregatore, un portale in grado di racchiudere tutto il mondo del beauty – un settore molto florido e redditizio – in un unico marketplace digitale? Per colmare questo gap nasce Vaniday, network online dedicato al mondo del beauty che da poco ha festeggiato il suo primo anno di vita.

Per l’occasione ho scambiato quattro chiacchiere con Giovanni Menozzi, country manager Italia di Vaniday.

Sinceramente nella mia testa, non chiedetemi il perché, mi sarei aspettata di parlare con una donna o per lo meno mi sarei aspettata che l’idea di questo progetto nascesse dalla mente di una donzella. E invece no. Vaniday e i suoi co-founder sono uomini. Come mi racconta lo stesso Giovanni Menozzi “le donne hanno molta pazienza, vanno sui forum, si informano, studiano… invece noi uomini siamo più pigri, abbiamo bisogno – ogni tanto – di avere la pappa pronta“. Ecco quindi una chiave di lettura sul perché Vaniday sia stato ideato da soli uomini: stavano probabilmente cercando di risolvere un loro problema!

Ovviamente, scherzi a parte, ci siamo accorti che il mercato del beauty era frastagliato. C’era – e c’è – tantissima offerta; mancava però una piattaforma che potesse racchiudere tutto ciò”. Ma a chi si rivolge esattamente il portale? Giovanni mi fa un esempio molto concreto: “prova a metterti nei panni di una persona molto impegnata, oppure di uno appena-arrivato-in-città. Prima o poi avrai di certo bisogno di andare da un parrucchiere oppure da un’estetista, no? E allora come ti comporti? Chiedi all’amica, vai di Google oppure inizi a perderti nei meandri dei forum. Insomma tanta fatica e molto tempo speso. Con Vaniday puoi semplicemente entrare sul nostro portale, scegliere il tipo di trattamento e inserire il codice di avviamento postale. Basta solo questo per iniziare“.

In effetti il sito è facilmente navigabile e offre tantissimi servizi, tra i più svariati: dalle extension delle ciglia all’epilazione, dalla manicure al barbiere per uomo.

Curiosando nel sito però, mi sono accorta che Vaniday non è presente solo Italia bensì anche in altri paesi come Emirati Arabi Uniti, Brasile, Australia e Singapore. Come tutti sanno, i canoni di bellezza e la cura del proprio corpo cambia nettamente di paese in paese, è un fatto culturale.
Il tuo ragionamento è corretto – puntualizza Giovanni – abbiamo scelto con oculatezza i servizi da proporre nei vari paesi. In Brasile per esempio abbiamo inserito i tatuaggi perché fanno parte della cultura brasiliana, contrariamente in Italia alcuni parrucchieri sarebbero usciti dalla piattaforma se li avessimo introdotti. In Italia inoltre i trattamenti di epilazione vanno per la maggiore, a Dubai preferiscono i massaggi, in Australia vogliono sempre avere i capelli in ordine e in Brasile la manicure perfetta è un must”.

Il country manager italiano di Vaniday, non racconta favole. I dati delle prenotazioni raccolte nei vari paesi parlano chiaro: la cultura influenza il nostro modo di sentirci belli e a posto con noi stessi. Date un occhio a questa infografica.

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Ovviamente Vaniday non offre solo servizi ai consumatori finali, ma anche ai vari saloni affiliati. Mi sono quindi chiesta come si riesca a “vendere” un servizio come Vaniday dall’altra parte della barricata.

Devo essere sincero, inizialmente alcuni proprietari di saloni erano scettici perché in passato erano rimasti scottati da alcuni servizi di coupon. Fortunatamente siamo riusciti a spiegare che noi – da loro – non vogliamo dei pacchetti scontati, vogliamo solo la loro presenza sul portale, ovviamente senza costi. Se riusciamo a vendere i loro ‘prodotti’, ci viene riconosciuta una percentuale altrimenti siamo tutti amici come prima. Inoltre grazie al nostro portale molti saloni situati in luoghi con scarso passaggio di persone, hanno la possibilità di avere una vetrina molto ampia. È capitato spesso che alcuni clienti andassero dall’altra parte della città per fare un massaggio, quando invece avevano un salone proprio dietro casa. Ecco, è questo che vogliamo fare: dare la possibilità ai piccoli imprenditori di avere una ‘doppia vetrina’, una offline che probabilmente già possiedono e che ci sono costruiti nel corso degli anni e una online costruita da noi” afferma Giovanni Menozzi.

Ovviamente Vaniday è un’azienda in tutto e per tutto. Nonostante gli ingenti finanziamenti ricevuti da un’investitore, deve pur vivere e pagare degli stipendi: “il nostro guadagno è rappresentato dalle commissioni su ogni vendita (non prenotazione). Se il salone non vende il proprio servizio, noi non abbiamo nessun ritorno economico. Per questo all’interno del nostro sito troverete una sezione dedicata anche ai consigli di bellezza: questo fa si che il consumatore finale possa conoscere nuovi trattamenti e perché no, prenotarli su Vaniday. Win-win, funziona così, no?“.

Ovviamente come ogni startup che si rispetti, anche Vaniday si è scontrata con delle disavventure uscendone però vincitrice ed ottenendo ingenti investimenti. Ho chiesto quindi a Giovanni se abbia dei consigli da dispensare ai giovani startupper italiani: “prima di lavorare sui conti e sui business plan, il mio consiglio è quello di creare un team forte con persone dalle straordinarie skill, persone motivate e che abbiano voglia di lavorare (anche fino alle 2 di note se necessario). Questo è quello che a mio avviso fa la differenza“.

E voi, lo avete mai provato Vaniday? In caso fateci sapere come vi siete trovati.