Vodafone si è impegnata, insieme al Ministero della Giustizia, Cisco, Confprofessioni e Cooperativa Universo, per dare la possibilità a 200 detenuti di acquisire nuove competenze, in modo da faciltare il reinserimento sociale e professionale.

Tutto avviene tramite il programma di donazione di dispositivi aziendali ricondizionati ad enti no profit, dispositivi con cui Vodafone contribuirà all’allestimento delle aule didattiche degli istituti coinvolti, fornendo in totale 130 computer.

Al progetto partecipa anche la Fondazione Vodafone, sostenendo la retribuzione di alcuni dei docenti attraverso il programma “100% insieme”, che fornisce a clienti e dipendenti Vodafone di svolgere un’attività retribuita presso enti no profit.

L’iniziativa avrà una durata di due anni, farà parte del “Programma Cisco Networking Academy” e si svolgerà in due fasi. Inizierà negli istituti di Bollate (MI), Opera (MI), La Spezia, Rebibbia (RM) e quelli minorili di Firenze e Nisida (NA) e si estenderà poi anche agli istituti di pena di Palermo, Bologna, Castrovillari (CS) e Cagliari.

Non è la prima volta che la Fondazione Vodafone si impegna a sostenere la formazione nelle carceri.

“Con la donazione di 130 personal computer in 10 carceri, vogliamo dare un contributo concreto alla formazione digitale dei detenuti. – ha commentato Maria Cristina Ferradini Sustainability manager di Vodafone e Consigliere Delegato – Questa è un’iniziativa che si inserisce in un più ampio progetto di Vodafone che, dal 2002 ad oggi, ha donato ad enti non profit e istituzioni oltre 2500 dispositivi aziendali ricondizionati tra laptop, tablet e monitor. Anche Fondazione Vodafone partecipa al progetto di formazione nelle carceri, sostenendo la retribuzione dei formatori attraverso il programma “100% Insieme” di Fondazione Vodafone, che dal 2008 da la possibilità ai nostri clienti e dipendenti di svolgere un’attività lavorativa retribuita presso enti non profit. Come Fondazione da oltre 14 anni siamo impegnati nella realizzazione di iniziative di solidarietà sociale e, oggi più che mai, promuoviamo la tecnologia e il digitale quali strumenti di integrazione e innovazione sociale.”