Se pensavate che la realtà virtuale servisse solo a godersi video iper-immersivi o a giocare, vi sbagliavate di grosso. A dimostrarlo è Miguel Nicolelis, neuroscienziato della Duke University a capo del Walk Again Project. Miguel e i ricercatori del suo team hanno infatti deciso di unire la VR agli esoscheletri robotici per aiutare i pazienti paraplegici a riguadagnare il controllo dei muscoli delle proprie gambe. Fantascienza? Assolutamente no visto che 8 soggetti hanno effettivamente mostrato miglioramenti dal punto di vista della percezione tattile, delle funzioni viscerali e del controllo motorio al di sotto delle lesione spinale che li ha costretti su una sedia a rotelle.

Ma come funziona? In primis ai pazienti viene applicata una cuffie ricoperta di elettrodi, dopodiché viene chiesto loro di entrare nell’ambiente virtuale dove hanno il compito di aiutare il loro avatar a camminare. In questo modo è possibile ottenere due risultati: permettere ai soggetti di fare pratica e consentire ai ricercatori di capire al meglio l’attività neurale dei singoli paziente. In base a quest’ultima verrà infatti programmato un esoscheletro che gradualmente verrà sostituito alla realtà virtuale e che consentirà ai paziente paraplegici di migliorare il controllo delle braccia, della postura e dell’equilibrio.

TechPrincess-WalkAgainProject_esoscheletro

Nicolelis ha spiegato che i primi cambiamenti si sono visti sette mesi dopo l’inizio della sperimentazione; dopo un anno almeno quattro soggetti mostravano cambiamenti significativi tanto da vedere la loro paralisi passare da “totale” a “parziale”. Tra questi troviamo persino una donna di 32 anni, paralizzata da 13 anni a seguito di un incidente stradale, che ora è in grado di muovere le proprie gambe spontaneamente e di camminare con l’aiuto di un girello e di un terapista.

I soggetti dell’esperimento della Duke University continueranno a seguire la terapia per i prossimi due anni; nel frattempo i ricercatori inizieranno un nuovo esperimento con soggetti recentemente lesionati per capire se un intervento immediato può effettivamente fare la differenza. Non ci resta che attendere i risultati!