starwarsNon so se sapete che a Milano, al Museo Fermo Immagine di via Gluck, si è appena conclusa una mostra dedicata interamente a Star Wars, piena di oggetti da collezione, riproduzioni fatte di Lego e vecchie locandine dei film. Un vero e proprio tempio per gli appassionati della saga di George Lucas, insomma. Io non lo sapevo, ma per fortuna l’ho scoperta in tempo e sono riuscita a visitarla, visto che ho deciso con molto piacere di devolvere un piovoso mercoledì pomeriggio ad ammirare questa mostra che ripercorre gli oltre trent’anni di storia della serie fantascientifica più famosa del mondo. La mostra ahimè si è però conclusa.

La buona notizia -almeno per me- è che in questo pomeriggio all’insegna delle Guerre Stellari ho scoperto un sacco di cose inutili sulla saga, grazie ad alcuni cartelli appesi alle pareti che raccontavano trame e curiosità riguardo film e personaggi. Ve ne propongo una carrellata: vediamo se ne conoscevate già qualcuno.

1 – Harrison Ford non avrebbe dovuto interpretare Han Solo. George Lucas, che aveva già lavorato con lui sul set di American Graffiti, lo volle presente durante i casting: il suo compito era quello di leggere il copione per permettere agli aspiranti protagonisti di capire come calarsi nella parte. La sua performance fu così convincente che, alla fine, Lucas decise di affidare a lui la parte. A proposito di Han Solo, il suo personaggio fu ispirato da James Dean e dai cowboy, e inizialmente doveva essere un orfano cresciuto tra i Wookie (la razza di Chewbacca, ndr).

2 – In Episodio III – La vendetta dei Sith, pellicola che congiunge la nuova trilogia con quella originale, Ewan McGregor fu truccato a lungo per somigliare il più possibile ad Alec Guinness, interprete dell’anziano Obi-Wan “Ben” Kenobi negli episodi IV, V e VI. Non solo: per essere più convincente nell’interpretazione, McGregor studiò a lungo la recitazione di Guinness per potervi essere più fedele possibile. Persino la spada laser impugnata dal giovane Obi-Wan è la stessa usata nel primo film, datato 1977.

4fffea4a59c1d23aae1d93781db4d.jpg?w=6103 – Gli abiti dell’anziano Obi-Wan Kenobi nella trilogia originale sono simili a quelli di un monaco: un abbigliamento semplice, composto di una lunga tunica e un mantello provvisto di maniche. Se quest’ultimo capo è caratteristico anche del giovane Obi-Wan della nuova trilogia, lo stesso non si può dire della tunica, sostituita da una sorta di kimono corto che copre pantaloni morbidi. Il cambio di aspetto non è casuale: il primo abbigliamento doveva mettere in risalto l’aspetto spirituale del maestro Jedi, mentre il secondo voleva esaltarne le capacità combattive.

4 – Nelle prime stesure della trama, Luke doveva essere un anziano e saggio Jedi, tratto che venne poi conferito ad Obi-Wan Kenobi. Il Luke Skywalker che conosciamo noi è frutto di qualche cambiamento di idea: dopo l’iniziale volontà di una protagonista femminile, Lucas immaginò di chiamare il protagonista “Annikin Starkiller”, nome che venne in seguito cambiato perché non suonasse troppo minaccioso per un “buono”.

5 – La maschera di Darth Vader (o Dart Fener, com’è conosciuto in Italia) è ispirata a quelle dei samurai giapponesi: inizialmente il Signore dei Sith avrebbe dovuto indossarla solo durante le missioni nello spazio siderale, ma Lucas ne fu così colpito da renderla permanente. Il caratteristico respiro di Darth Vader, tra l’altro, fu ottenuto inserendo un microfono in un respiratore da sub.

6 – Una delle prime critiche mosse ai personaggi riguarda Chewbacca. Prima dell’uscita del film, infatti, i produttori temevano che la sua mancanza di pantaloni, nonostante fosse coperto di pelo da capo a piedi, avrebbe fatto scattare la censura. Lucas, a cui diede manforte Mark Hamill/Luke Skywalker, replicò sostenendo che un Wookie con i pantaloni sarebbe stato semplicemente assurdo: la dimostrazione sta in questi bozzetti.

RalphMcQuarrieChewbacca7 – Darth Maul, l’apprendista Sith di Episodio I – La minaccia fantasma, non fu semplice da disegnare: i suoi creatori erano indecisi sull’aspetto da dargli, che doveva essere minaccioso e caratteristico allo stesso tempo. Pare che, ad un certo punto, uno dei disegnatori fu così maldestro da urtare una boccetta di inchiostro rosso, che cadde sul bozzetto a cui stava lavorando, formando delle macchie simili a tatuaggi tribali. Il risultato fu così sorprendente che si decise di mantenerlo come aspetto definitivo.

8 – Leia Organa doveva essere, inizialmente, un personaggio secondario. Lucas tuttavia pensò che una protagonista femminile avrebbe potuto aggiungere del “pepe” alla trama: scelta rivelatasi -possiamo dire a posteriori- decisamente appropriata.

9 – Il titolo originale di Episodio VI – Il ritorno dello Jedi era, inizialmente, Episode VI – Revenge of the Jedi. Ad una settimana dall’uscita al cinema, il regista pensò che “revenge”, ossia “vendetta”, non fosse una parola adatta al pensiero Jedi: per questo cambiò il titolo nel modo in cui lo conosciamo.

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10 – L’unica cosa su cui George Lucas era certo sin dall’inizio riguardo il personaggio di Yoda era che dovesse essere minuto e vecchio: non doveva, quindi, dare l’impressione di essere un grande maestro spadaccino. Questo perché, nonostante la sua abilità nel maneggiare la spada laser, Yoda doveva essere caratteristicamente più attento alla formazione mentale dei suoi apprendisti, piuttosto che a quella combattiva: il suo aspetto doveva dunque rispecchiare questa filosofia.

Allora, quali altri “fatti inutili” avete da suggerire? 

4 COMMENTI

  1. 1 – Harrison Ford non avrebbe dovuto interpretare Han Solo. George Lucas, che aveva già lavorato con lui sul set di American Graffiti, lo volle presente durante i casting: il suo compito era quello di leggere il copione per permettere agli aspiranti protagonisti di capire come calarsi nella parte.

    inizialmente la parte doveva essere di Tom “Magnum PI” Selleck
    che rinunciò perchè aveva impegni con la serie :D

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