Squadrati, con la fotocamera sul retro, i pulsanti del volume a lato e le medesime funzioni: gli smartphone, quei telefoni che ormai sono diventati un’estensione del nostro corpo, sembrano ormai destinati a copiarsi e clonarsi a vicenda. Eppure, in mezzo a terminali molto simili tra loro, ce ne sono alcuni in grado di distinguersi tanto per estetica quanto per software. Ecco quindi 5 tra i più strani smartphone Android immessi sul mercato.

Marshall London

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La Marshall Amplification nasce in Inghilterra nel 1962 e diventa famosa per la produzione di amplificatori acustici, amplificatori che hanno trovato spazio sul palco dei più famosi concerti a partire dagli anni ’70.

Cosa c’entra quindi la Marshall Amplification con gli smartphone? Semplifice: ne hanno creato uno.

Non aspettatevi però un classico terminale perché London, questo il nome del telefono inglese, è pensato per gli amanti della musica, per coloro che non vogliono rinunciare ad un’ottima qualità del suono.

Il dispositivo ha due speaker frontali, due jack audio da 3.5mm e un tasto, chiamato M e situato sugli auricolari Marshall Mode in dotazione, che permette di accedere rapidamente alla vostra libreria. In aggiunta troviamo poi una piccola rotella analogica che vi consente di regolare il volume in modo più accurato.

Il resto della dotazione hardware è invece piuttosto standard: display da 4.7 pollici, 2GB di RAM, 16GB di memoria interna – espandibile tramite micro SD -, una fotocamera da 8 megapixel e una batteria non removibile da 2.500 mAh.

Marshall London uscirà il 21 agosto al costo di 590 dollari.

Turing Phone

turing-phone-super-secure-smartphoneOrmai è cosa nota: i nostri amati smartphone sono facilmente intercettabili e non brillano quindi per sicurezza.

Non tutti però accettano passivamente questa potenziale mancanza di privacy ed è proprio per questo motivo che nascono particolari terminali votati alla sicurezza. L’ultimo in ordine temporale è il Turing Phone.

Il dispositivo creato dalle Turing Robotic Industries si distingue principalmente per due motivi: l’impenetrabilità fisica e il sistema di comunicazione criptata. La prima viene ottenuta in primis grazie al materiale usato per la costruzione, il Liquidmorphium, una lega composta da zirconio, rame, argento, nickel e alluminio che risulta più resistente del titanio; contribuiscono inoltre alla sicurezza del terminale il cavo proprietario per la ricarica, magnetico, e l’assenza di un jack audio, che vi costringerà ad utilizzare unicamente auricolari bluetooth.

Per quanto riguarda invece il software, le Turing Robotic Industries puntano alla creazione di un network che elimina i server per garantire la privacy. Il problema? Il tutto funziona solo se entrambe le parti usano un Turing Phone, una probabilità piuttosto remota considerando lo scarso successo di telefoni simili (come il Blackphone) e il fatto che i terminali prodotti saranno solo 10.000.

Il dispositivo conta infine su un hardware non esattamente all’ultimo grido ma indubbiamente notevole: processore Snapdragon 801, 3GB di RAM, display da 5,5 pollici, una fotocamera frontale da 8 megapixel e una posteriore da 13 megapixel e ben 128GB di memoria interna. A bordo ovviamente Android Lollipop ma non aspettatevi la pulizia del material design: per rendere più futuristico l’aspetto di questo smartphone l’azienda ha personalizzato in modo brutale l’estetica dell’ultima versione di Android con risultati francamente discutibile.

Il Turing Phone uscirà il mese prossimo al costo di 870 dollari per la versione da 128GB e di 740 dollari per quella da 64GB.

Yotaphone 2

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Perché accontentarsi di un solo schermo quando ne possiamo avere due?

Deve essere stata questa la domanda che ha smosso i ragazzi della Yota Devices, creatori di Yotaphone. Parliamo di uno smartphone che sulla parte frontale presenta un classico display AMOLED mentre sulla parte posteriore troviamo un display e-ink da 4,7 pollici. A cosa serve? Mostra aggiornamenti e notifiche costantemente aggiornandosi ogni 0,12 secondi così non dovrete sbloccare lo smartphone per leggere le ultime news tramite feed RSS, per vedere chi vi ha scritto su Facebook e Twitter o guardare le foto di Instagram.

Yotaphone è giunto lo scorso anno alla sua seconda versione, monta un processore Snapdragon 801, 2GB di RAM, 32GB di memoria interna, connettività LTE, una fotocamera posteriore da 8 megapixel e un’autonomia di oltre 48 ore grazie a YotaEnergy.

Siete tentati di acquistarlo? Sappiate che il prezzo, sia per la versione bianca che per quella nera, è di 599 Euro.

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Commodore Pet

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Trattenete la nostalgia e i ricordi legati ad un computer che ha fatto la storia dell’informatica perché purtroppo per voi il Commodore Pet ha poco (o nulla) a che fare con l’omonimo dispositivo su cui giocavate da piccoli.

Il terminale è infatti il prodotto della neonata azienda Commodore Business Machines Ltd che ha acquistato il marchio per poterlo riutilizzare su un device cinese già esistente chiamato Orgtec WaPhone.

Inutile dirvi che lo smartphone, balzato agli onori della cronaca negli ultimi giorni, è stato oggetto di polemiche proprio perché sembra essere un clone del dispositivo asiatico, un clone per altro molto più costoso visto che l’originale sembra costare 130 Euro a fronte dei 275 Euro richiesti dalla CBM.

Ovviamente l’azienda non ha mancato di difendersi, spiegando in primis che il Commodore Pet, contrariamente al WaPhone, è compatibili con le reti europee, monta una scheda madre più recente e vanta una versione più recente di Android e una serie di personalizzazioni che incidono naturalmente sul prezzo finale.

Polemiche a parte, Commodore Pet sembra essere comunque un dispositivo interessante grazie allo schermo Full HD da 5,5 pollici, ai 3GB di RAM, ai 32 GB di memoria interna e alla batteria da 3.000 mAh.

Non avete ancora capito perché è finito in questa lista? Ve lo spiego subito: il device della CBM include una serie di emulatori che vi permetteranno di giocare alle vecchie glorie del passato.

Monohm Runcible

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“Squadrati”. Squadrati è la prima parola di questo articolo, ma anche l’aggettivo che meglio descrive il 99% degli smartphone, rettangolari fin dagli albori e incapaci di scostarsi da questa forma geometrica, vuoi per familiarità, vuoi per comodità.

Eppure qualcuno ha pensato fosse tempo di cambiare, di scuotere il mercato con qualcosa di inedito, qualcosa come Monohm Runcible.

Ebbene sì, Runcible è uno smartphone circolare. Caratterizzato da una parte posteriore convessa pensata per adattarsi alla nostra mano, il dispositivo ha uno schermo frontale, una fotocamera posteriore e una piacevole somiglianza con i classici orologi da taschino. Ovviamente fa tutto ciò che siete abituati a fare su un normale telefono: chiamare, navigare sul web, inviare messaggi e scattare foto.

Cosa gli manca? Le applicazioni. Runcible è pensato per coloro che non sono smartphone dipendenti, per chi non ha bisogno di funzioni avanzate e per tutti quelli a cui piace quel tocco retrò che solo un orologio da tasca sa regalare.

Specifiche e prezzo sono ancora un mistero ma se siete interessati potete iscrivervi sul sito ufficiale per ricevere un’email non appena sarà possibile pre-ordinare Runcible.

 

A voi quali altri smartphone Android atipici vengono in mente?

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