L’Alto Adige è una meta turistica per gli amanti della montagna, dei paesaggi e dello sport, ma non solo. L’Alto Adige, infatti, è un territorio ricco di piccole sorprese e gioielli architettonici capaci di unire vecchie e tradizionali strutture ad edifici dall’aspetto moderno, ma perfettamente in armonia con l’ambiente circostante. Una verità che ho avuto modo di scoprire durante le “Giornate dell’Architettura“, uno dei tantissimi ed interessanti tour organizzati dalla regione Alto Adige.

Alto Adige: la modernità inaspettata

La prima tappa del mio viaggio è stata NOI, ossia il Nature of Innovation. Si tratta di un Techpark – o parco tecnologico, se preferite – che occupa una superficie di oltre 120 mila metri quadrati, una superficie che un tempo era occupata da una fabbrica di alluminio.

Questa grande opera architettonica non è stata ancora completata, ma in futuro sarà in grado di ospitare aziende, istituti di ricerca ed enti di formazione allo scopo di connettere imprese, ricercatori e studenti. Un progetto che punta tutto sulla modernità e sul progresso senza però perdere di vista il valore delle costruzioni originarie.

Ad accompagnarci per i corridoi di questa struttura è stato l’architetto Claudio Lucchin, l’uomo che ha progettato la ristrutturazione dell’ormai ex-fabbrica. Una visita guidata che ci ha permesso di scoprire qualcosa di più sulla storia del posto, ma anche di capire cos’abbia ispirato l’architetto e come sia effettivamente nato il progetto.

Il nuovo parco tecnologico altoatesino non è però l’unico edificio ad avermi colpita. Questo mix unico tra modernità e rispetto per l’ambiente l’ho ritrovato alla scuola agraria di Fustenburg, un edificio che ho avuto modo di visitare durante il secondo giorno di viaggio. 

All’interno di un contesto tipicamente medievale trova infatti spazio una struttura alquanto insolita. Moderna ed accattivante, questa scuola si distingue non solo per le linee contemporanee e il contrasto con ciò che la circonda, ma anche per il grande patio, costruito in modo da incanalare la luce al suo interno. La sensazione generale è quella di essere all’interno di una struttura accogliente, funzionale e perfettamente in grado di resistere ai rigidi inverni della zona.

Il terzo immobile che ha colpito la mia immaginazione è stato l’edificio amministrativo Rizzi. Sì, è vero, la sua funzione vi evoca qualcosa di un po’ noioso, ma non fatevi ingannare. Il complesso architettonico progettato da Werner Tscholl è infatti costruito “sull’acqua”. La sensazione è quindi quella di trovarsi in un modernissimo edificio galleggiante che, anche in questo caso, risulta totalmente in armonia con l’ambiente.

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A stupirmi infine sono state due splendide abitazioni, che ho scoperto essere – con mio immenso stupore – di due famiglia di contadini. Dimenticatevi quindi le classiche case rurali o i tipici edifici montani: i due immobili si ispirano al gusto contemporaneo tanto nelle linee esterne quanto all’interno. L’arredamento è impeccabile, sobrio ed elegante, mentre l’abitazione risulta perfettamente inserita all’interno del paesaggio e dell’immensa distesa di meleti e pannelli solari della zona.

La tradizione incontra la modernità

Ovviamente non è mancata anche l’architettura tradizionale, affiancata sempre da un tocco di modernità. L’ho ammirata negli alberghi, nei locali e in alcune classiche residenze, incluso l’Hotel Nives, un albergo posto al cento di Solda che risulta caratterizzato da una struttura esterna tradizionale in legno e che sfrutta a pieno le peculiarità del paesaggio.

Anche l’Albergo Zum Riesen di Torres è riuscito a colpirmi, complice la recente ristrutturazione che ha permesso ai gestori di realizzare stanze a tema curate nel minimo dettaglio.

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Insomma, le giornate dell’architettura sono state una vera e propria esperienza rivelatrice, in grado di mostrarmi una realtà inaspettata. Dietro ai panorami mozzafiato e alla natura incontaminata l’Alto Adige nasconde anche un’altra faccia, un modo diverso di vivere il turismo, alla ricerca di lunghi stupendi.

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