La coscienza collettiva riguardo all’impatto ambientale della società moderna è un tema in forte sviluppo negli ultimi anni e una consapevolezza via via maggiore del ruolo dell’essere umano sul futuro del pianeta si sta diffondendo. Si comincia a parlare sempre più di concetti importanti come quello della sostenibilità, e a ritenere questa qualità come potenziale parte integrante della vita quotidiana di ognuno di noi, a partire dalle nostre abitazioni. Oggi, si parla quindi di architettura sostenibile. Ma quali sono le sue caratteristiche?

La sostenibilità di un edificio è una condizione che nasce nel momento stesso in cui si tracciano le prime linee di progetto sul foglio, prosegue durante la fase di costruzione e per tutta la vita utile dell’edificio, ovvero fino alla demolizione e allo smaltimento.
La sostenibilità è prima di tutto ambientale. La scelta dei materiali, ad esempio, è un contributo importante al progetto architettonico: essi vengono selezionati in base alle loro caratteristiche di rinnovabilità e di riciclabilità. Scegliere di costruire in legno significa lavorare con un materiale che viene prelevato da foreste certificate, inoltre i pezzi saranno intagliati secondo dimensioni convenzionali e quindi potranno essere riutilizzati in seguito per nuovi progetti.
Ma la sostenibilità, oltre che ambientale, deve essere anche economica. Gli edifici vengono pensati in relazione al clima che devono affrontare per poter funzionare in modo passivo, ovvero garantendo le condizioni di comfort senza l’uso di impianti, permettendo quindi un notevole risparmio energetico ed economico. Le soluzioni adottate per questa finalità, per quanto possano sembrare innovative, nel caso mediterraneo sono riprese da esempi di 3000 anni fa, periodo in cui si dimostrava una grande conoscenza empirica del rapporto tra clima e architettura.

Grazie al suo grandioso potenziale, la sostenibilità sta diventando l’elemento caratterizzante dell’architettura del futuro. A credere in questo concetto, e nella sua realizzazione pratica, è stato per primo il Dipartimento di Energia americano che, nel 2002, ha contribuito al suo sviluppo grazie al progetto Solar Decathlon: un concorso internazionale che vede università provenienti da tutto il mondo gareggiare per creare un architettura efficiente e nel rispetto dell’ambiente.

La competizione inizia già due anni prima della premiazione, in una fase in cui vengono selezionati i venti paesi partecipanti. Nel periodo successivo, gli sfidanti inviano i loro progetti all’organizzazione e, nella fase finale del concorso, si entra nella gara vera e propria: ogni team ha a disposizione dieci giorni per costruire le proprie abitazioni. Nei dodici giorni successivi, le case vengono aperte al pubblico e gli studenti guidano i visitatori in dei tour esplicativi. Le abitazioni inoltre vengono monitorate per controllare le condizioni di comfort, i consumi e la produzione di energia elettrica, e ricevono sei giurie, alle quali gli studenti presentano gli aspetti principali del progetto.
In totale i progetti sono sottoposti a dieci prove – da qui il “decathlon” – riguardanti la qualità architettonica, la sostenibilità, l’efficienza energetica, e altro ancora. Inoltre, nell’edizione francese del 2014, per la prima volta i team sono stati chiamati a risolvere problemi urbani del loro luogo di provenienza.

È stato quest’ultimo il cavallo di battaglia della squadra italiana, denominata RhOME for denCity, il cui progetto nasce per risolvere il problema dell’occultamento e dell’aggressione di zone verdi e archeologiche da parte di un’architettura informale e abusiva. In particolare, è stato preso ad esempio il quartiere di Tor Fiscale a Roma, situato nel Parco degli Acquedotti.

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Il team ha curato ogni aspetto con massima attenzione. Ad esempio, la fase di cantiere, che è appunto una delle chiavi dell’alta sostenibilità economica e ambientale del progetto, ha consistito unicamente in un assemblaggio di pezzi prefabbricati e trasportati in treno; poiché i componenti dell’abitazione sono stati costruiti direttamente in fabbrica da specialisti, il periodo dedicato al cantiere ha avuto una tempistica ridotta al minimo e non ha necessitato di personale specializzato.
La vittoria dei nostri è stato quindi il risultato di alta coerenza con i principi di sostenibilità ed efficienza energetica, i quali sono stati integrati in un’architettura che unisce tradizione mediterranea, tecnologie moderne e un disegno architettonico di qualità.

In particolare, il progetto italiano si è contraddistinto grazie a due peculiarità:

– Il comportamento termico delle pareti; di cui è stata massimizzata l’efficienza grazie all’utilizzo di una nuova tecnica ispirata alla tradizione dell’architettura mediterranea antica, che consiste in uno strato di sabbia a contatto con gli ambienti interni dell’abitazione, che regolarizza le temperature e garantisce quindi il comfort.

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– Il sistema fotovoltaico; montato su un elemento scorrevole contraddistinto dal ruolo di regolarizzatore della quantità di luce solare che illumina e riscalda gli ambienti della casa. Questo elemento, esteticamente molto suggestivo, integra perfettamente tecnologia e tradizione, permettendo di sfruttare al meglio gli spazi interni ed esterni dell’abitazione.

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Grazie al duro lavoro degli studenti dell’università di Roma Tre, l’Italia si è contraddistinta a livello mondiale. In un momento di crisi come quello che stiamo vivendo negli ultimi anni, il merito di questi ragazzi raddoppia: lascia intravedere un barlume di speranza per i giovani e per il futuro stesso del pianeta. Con questa vittoria, RhOME for denCity diventa sinonimo di architettura, sostenibilità, gioventù e capacità. Un orgoglio nazionale, completamente made in Italy.

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