Assicurazione di viaggio: come funziona, cosa copre e quanto costa?

Sono stata per tanti anni operatore di assistenza sanitaria per una compagnia assicurativa. Vi spiego - grazie alla mia esperienza - come scegliere un'assicurazione di viaggio, come funziona, cosa copre, quanto costa ma soprattutto vi spiego perché è di fondamentale importanza. Per tutti.

Ogni volta che partite per un viaggio, spesso vi avranno detto che dovete assolutamente stipulare un’assicurazione di viaggio. Ma esattamente, questo tipo di polizza, come funzionano? Cosa copre? Ma soprattutto, quanto costa? Proviamo a spiegarvi nel dettaglio in questo articolo perché è assolutamente indispensabile (di vitale importanza) stipulare una polizza sanitaria in viaggio.

assicurazione di viaggio

Come funziona l’assicurazione medica in viaggio

In effetti non è semplice comprendere i contratti assicurativi sanitari perché spesso e volentieri utilizzano linguaggi complessi e incomprensibili ai non addetti ai lavori.

Vorrei fare innanzitutto una premessa: quando una persona sta male a casa, in Italia, sa come muoversi, sa dove andare ma soprattutto, cosa importante, se si reca in strutture pubbliche, non paga nulla. E questo molto spesso ci sfugge di mente.

Se vi capitasse invece di stare male all’estero, sapreste dove sbattere la testa? Io scommetto di no. Proprio per questo motivo esistono degli istituti, come le assicurazioni, che hanno delle filiali oppure dei corrispondenti sparsi in tutto il mondo che conoscono le procedure e il funzionamento della sanità locale e vi possono essere di supporto. Inoltre, in alcuni paesi, come gli Stati Uniti, gli ospedali pubblici non esistono. In altri invece, come alcuni paesi del continente africano, le strutture pubbliche risultano essere fatiscenti e non sempre in grado di offrire servizi adeguati. In questi casi l’unica soluzione è quella di recarsi in costosi ospedali privati.

Altro vantaggio di avere un’assicurazione medica di viaggio? La maggior parte delle compagnie assicurative (non tutte) hanno un’equipe medica che lavora 24 ore su 24 insieme agli operatori; medici pronti a elargire consulenze mediche telefoniche ai pazienti, spiegando loro cosa diceva il referto in inglese, dando consigli su cosa sia meglio fare.

Dalla sinergia tra i medici e gli operatori, nasce la migliore assistenza al cliente.assicurazione di viaggio

Perché mai dovreste fidarvi delle mie parole?

Perché io, in una centrale operativa che eroga assistenza sanitaria ai viaggiatori, ci ho lavorato e per parecchi anni. Ho visto e capito perché un’assicurazione di viaggio sia indispensabile per qualunque tipo di viaggio.
Durante i miei anni di lavoro ho assistito tantissimi viaggiatori (turisti, dirigenti d’azienda, operai edili nei grandi cantieri africani, ma anche volontari operanti nei paesi più poveri del mondo), ho aiutato persone con qualsiasi tipo di problema di salute, dal più lieve, al più grave. Nessuno escluso.
Ho lavorato di giorno – e di notte – per svolgere un lavoro difficilissimo: accontentare un cliente in difficoltà nel ferreo rispetto delle condizioni di polizza. E vi assicuro che non è proprio un gioco da ragazzi.
Ho imparato la geografia dell’Africa e le sue reali difficoltà che affliggono questo continente assistendo pazienti dal Congo al Burkina Faso, dalla Namibia al Mali, dalla Guinea Equatoriale all’Etiopia; ho imparato che le tradizioni religiose e culturali influiscono anche sull’assistenza sanitaria (provate a organizzare una visita il sabato in Israele oppure il venerdì nei paesi islamici); ho imparato che le crociere sono un mondo totalmente sconosciuto, un ecosistema complesso (sfido chiunque a dare assistenza sanitaria in mezzo all’oceano).
Ho capito e imparato tante cose avendo a che fare con Brasile, Cuba, Santo Domingo ma anche paesi meno conosciuti come Kazakistan, Madagascar, Mongolia e Myanmar. Ho imparato che il concetto di “strada” non è uguale in tutti i paesi, che le piste degli aeroporti possono anche essere in terra battuta e non illuminate (ergo, dal tramonto all’alba nessun aereo può volare), che a volte i fiumi sono l’unica via percorribile. Più semplicemente ho imparato a leggere un referto medico in inglese, in spagnolo e in francese, a comprenderlo e a discutere insieme a un medico presente nella centrale operativa 24 ore su 24 il caso di un paziente. Ho scoperto tantissime malattie che non conoscevo e ho rafforzato le mie conoscenze linguistiche. Una lavoro che ti forma umanamente, ti aiuta ad affrontare ogni giorno situazioni difficili, spiacevoli sempre e solo attraverso un telefono e una cuffia.
Insomma, ho imparato tantissimo.

In ogni caso, da allora, quando viaggio, non mi dimentico mai di fare una polizza assicurativa. Anche per il viaggio più “banale”.

Ma partiamo con ordine. Come funziona e come è strutturata una polizza di assistenza sanitaria in viaggio? Ve lo spiego subito.

Come è strutturata una polizza di viaggio?

L’assicurazione di viaggio si divide solitamente in 2 parti: il pagamento delle spese mediche e l’assistenza.

Le spese mediche

Qualora abbiate bisogno di una semplice visita con il gastroenterologo perché nei paesi tropicali vi hanno dato da mangiare qualcosa di “strano” oppure siete costretti ad essere ricoverati urgentemente sappiate che l’assicurazione ha la possibilità di intervenire in prima persona per coprire le spese mediche fino al massimale di polizza che solitamente va dai 20 mila euro fino ad 1 milione di euro (controllate bene il tipo di contratto).

Attenzione! Le spese mediche non sono coperte in automatico, le centrali operative delle assicurazioni dovranno sempre avallare in anticipo la copertura. Ciò significa che se vi recherete autonomamente in ospedale senza aver prima preso contatto con l’assicurazione, la copertura diretta delle spese mediche non è garantita. Quindi prima di fare qualsiasi cosa chiamate l’assicurazione. Se avete paura di spendere troppo in telefonate, chiedete di essere richiamati, vedrete che gli operatori lo faranno più che volentieri. Per lo meno, dove lavoravo io, si faceva.

Come scegliere il massimale

Dovete sapere che il costo delle spese mediche varia di Paese in Paese. Se in alcuni probabilmente pagherete cifre irrisorie, tutto cambia se vi recherete ad esempio negli Stati Uniti, in Canada oppure in Brasile. Per farvi un esempio: una visita specialistica in Madagascar potrebbe costarvi intorno ai 50 euro e, in caso di necessità, probabilmente non potranno sottoporvi ad esami molto più approfonditi (cara grazia che ci sia la possibilità di fare una lastra). Insomma, se decidete di andare in  luoghi meravigliosi dalle acque cristalline, dovete tenere anche conto che non sempre si riesce ad avere delle cure adeguate.

Nei Paesi europei, asiatici e africani delle polizze con un massimale da 100 o 200 mila euro sono quindi sufficienti.

Trasferiamoci ora negli Stati Uniti dove una visita specialistica costa all’incirca dai 500 ai 600 euro. Sono parecchi soldi, no? Pensate che questo è il costo di una semplice visita. Se per problemi più complessi, dovessero prescrivervi una risonanza magnetica oppure una TAC, i costi si alzano di parecchio, raggiungendo i 1500/3000 euro. Non parliamo poi dei ricoveri che raggiungono cifre con tanti zeri; cifre che magari non avete mai visto in vita vostra.

Negli Stati Uniti quindi si renderà necessario avere una polizza con un massimale di 1 milione di euro per le spese mediche.

Malattie improvvise, preesistenti e infortuni.

Come già detto, il pagamento diretto delle spese mediche deve essere autorizzato preventivamente dall’assicurazione, o meglio dal medico dell’assicurazione. Per avvallare la copertura, il medico dell’assicurazione ha bisogno di un parere di un medico in loco attraverso un referto di una prima visita. Quali sono le discriminanti che faranno decidere all’assicurazione se sostenere o meno le vostre spese mediche? Semplice. Alcune assicurazioni pagano indistintamente le malattie improvvise e le malattie preesistenti. Altre invece non pagano le malattie preesistenti. Solitamente si definisce preesistente una malattia insorta prima della prenotazione del viaggio oppure una di cui si era affetti prima della stipula del contratto assicurativo. State attenti quindi quando stipulate una polizza: se soffrite di una qualche malattia cronica, scegliete un un’assicurazione che copra le malattie preesistenti e che includa la vostra patologia.
Gli infortuni invece vengono praticamente sempre pagati, a meno che non derivino da un comportamento doloso: se siete completamente ubriachi e andate in ospedale per un coma etilico, sappiate che rischiate di dover pagare tutto di tasca vostra! Fate quindi i bravi e comportatevi bene, se non volete dilapidare i risparmi di una vita.

Ricordate inoltre che, se viaggiate in un Paese appartenente all’Unione Europea oppure Paesi che hanno accordi bilaterali con l’Italia (come per esempio l’Australia), recandovi in una struttura pubblica, basterà presentare la EHIC (European Health Insurance Card), la Tessera Sanitaria per intenderci. Così facendo le spese mediche sono coperte in modo automatico. Quindi in Europa, la tessera sanitaria deve viaggiare sempre con voi.

assicurazioni di viaggio fondamentali per turisti

L’assistenza sanitaria all’estero: che cos’è?

L’assistenza invece è la parte più versatile delle polizze di viaggio. Ogni assicurazione di viaggio comprende tantissime opzioni diverse. Vi toccherà spulciare per bene cosa abbia da offrire ogni singola compagnia assicurativa.
Vi descrivo brevemente le prestazioni fondamentali a cui non potrete mai – e dico mai – rinunciare: rimpatrio sanitariotrasferimento in centro attrezzatorimpatrio salma.

Rimpatrio sanitario: come funziona?

Questa è una prestazione di cui pochi conoscono l’esistenza, ma è una delle più importanti. Ad esempio: siete nel deserto del Gobi, in Mongolia, e durante un’escursione in quad cadete e vi rompete una gamba (gesti scaramantici, fatti?). Vi viene ingessata la gamba e dovete stare in ospedale per 20 giorni. Se però la vostra condizione di salute vi permette di volare, l’assicurazione organizzerà in tutto e per tutto il rientro al domicilio, se necessario con l’accompagnamento di un medico che viene direttamente dall’Italia. Ma proseguiamo con la storia. Dopo aver esaminato la documentazione medica, i medici dell’assicurazione decidono che potete rientrare al domicilio e scelgono la modalità che può andare da una semplice business class, per passare ad un volo di linea su barella, fino ad arrivare ad utilizzare un jet privato.

I medici, nel nostro ipotetico caso, decidono quindi di farvi rientrare in business class con l’accompagnamento di un medico. La centrale operativa dell’assicurazione cercherà un medico rianimatore da mandare fino al luogo dove vi trovate, in qualunque angolo del mondo, in modo che vi possa scortare fino al vostro arrivo in Italia. (Dite la verità, non sapevate nulla di tutto ciò!). Ovviamente il vostro biglietto in business (solitamente a tariffa piena) viene sempre acquistato dall’assicurazione.

Se fate due conti, una missione (così vengono chiamate in gergo tecnico) del genere potrebbe aggirarsi attorno a una cifra che va dai 10 ai 20 mila euro. Ecco perché è sempre consigliabile stipulare un’assicurazione di viaggio.

Può succedere che in una missione si possano usare anche tutte le modalità di rientro contemporaneamente. Una volta ho fatto rientrare un paziente dal Sud America per un primo tratto con un aereo sanitario, un altro tratto con una barella e l’ultimo tratto in business.

Volo di linea in barella

Una cosa che ho scoperto mentre facevo questo lavoro è che le compagnie aeree (non tutte) possono smontare dei sedili dell’aeromobile per fare spazio a una barella, oppure montarla direttamente sopra ai sedili. In questo modo – scortati da un medico – si può affrontare il viaggio con un paziente in condizioni non ottimali.
Vi assicuro che questa non è per nulla una soluzione economica. Molto spesso per poter organizzare questo tipo di trasporto le compagnie aeree cedono i posti ai pazienti facendo risultare in overbooking i normali passeggeri. Questo servizio non è ovviamente gratuito.
L’assicurazione paga profumatamente questi servizi. Di quali cifre stiamo parlando? Una barela su un volo di linea dal Sud America oppure dall’Asia potrebbe arrivare a costare 15 mila euro; denaro che in caso di copertura assicurativa valida, pagherà l’assicurazione stessa.

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Aereo Sanitario: un jet privato solo per te

Vorrei però spendere qualche parola sui jet privati di cui vi parlavo prima. Capita ogni tanto che le condizioni di gravità di un paziente non permettano che esso venga trasportato in posizione seduta e che persino una barella su un volo di linea non sia adatta al trasporto. Questo rende necessario l’utilizzo di un aereo sanitario (o air ambulance): si tratta solitamente di piccoli jet (Lear Jet 35 oppure Lear Jet 55) equipaggiati come degli ospedali volanti dotati di tutta la strumentazione che trovereste in una sala di rianimazione. Non fatevi però ingannare dalla classica idea di jet privato che Hollywood vi ha trasmesso: l’aereo sanitario non è una specie di salotto ambulante, è davvero piccolo e lo spazio è poco per cui a bordo solitamente saliranno solo i medici e il paziente. E gli eventuali coniugi o fidanzati? Solitamente l’assicurazione provvede ad organizzare un rientro su volo di linea per l’accompagnatore del paziente, quindi non temete.
L’aereo sanitario ha davvero costi esorbitanti. Un volo dal nord al sud dell’Italia arriva a costare anche 10/15 mila euro. Anche in questo caso, se i medici dell’assicurazione lo ritengono necessario (come unico mezzo di trasporto disponibile o adatto al paziente), sarà l’assicurazione stessa a pagare il costo del volo.

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Trasferimento in centro attrezzato

Qualora le vostre condizioni di salute siano tali per cui l’ospedale che vi ospita non sia in grado di trattarvi adeguatamente, alcune polizze prevedono quello che in gergo si chiama “evacuazione” oppure trasferimento in centro attrezzato. Ad esempio: state facendo un’escursione in uno dei Paesi africani e magari vi prendete una storta alla caviglia che si scopre poi necessitare un intervento chirurgico. Se l’ospedale non ha l’attrezzatura oppure il personale medico adeguato, l’assicurazione provvederà a trasferirvi nel minor tempo possibile nell’ospedale più vicino, anche in un’altra nazione se necessario, che sia in grado di prendersi cura di voi. Quindi ve lo immaginate se non foste assicurati? Come ne uscireste da una situazione simile? Sarebbe qualcosa di decisamente complicato e dispendioso. Non so quanti pazienti ho trasferito a Nairobi (dove ci sono ospedali con standard europei) da qualsiasi punto dell’Africa meridionale.

Rimpatrio salma: 

Non iniziate a fare gesti scaramantici vari ed eventuali, perché quando il triste mietitore chiama, chiama. Non prendetela male, potrebbe capitare a chiunque. Anche in caso di estrema disgrazia l’assicurazione corre in vostro aiuto sbrigando per conto dei familiari tutte le pratiche richieste per far sì che il corpo del caro estinto rientri a casa. Solitamente i contratti prevedono la copertura delle spese burocratiche, della cassa e del trasporto fino al luogo di inumazione. Si tratta indubbiamente di un aiuto non indifferente per i familiari che, con buona probabilità, non conoscono le regole del Paese straniero o la lingue del paese in cui si trovava il loro caro.
E se vi state chiedendo se io abbia mai organizzato un rimpatrio salma durante la mia carriera di operatore di assistenza sanitaria, sappiate che la risposta è si: è accaduto, davvero tantissime volte, da ogni angolo del pianeta. Noi come centrale operativa, prendevamo contatti con consolati, ambasciate e persino l’Unità di Crisi della Farnesina e, insieme, ci occupavamo del rientro della salma in Italia.

Le altre cose che le assicurazioni offrono, non senza restrizioni, sono tante e variano in base al tipo di polizza che deciderete di sottoscrivere.

Quale assicurazione di viaggio scegliere?

Le società che offrono questo tipo di assistenza sono davvero tantissime: Axa, Allianz, Europ Assistance, Columbus Direct e Viaggi Sicuri sono solo alcune delle assicurazioni che offrono polizze di viaggio e che garantiscono assistenza 24 ore su 24, 365 giorni all’anno. Ognuna di queste assicurazioni offre prestazioni simili ma espletate concretamente i modo diverso.

Ciò che mi sento di consigliare è: ogni volta che partite, stipulate sempre una polizza ma prima di firmare qualsiasi cosa, si tratta pur sempre di un contratto, leggete con la massima attenzione tutto il fascicolo informativo (potete scaricarlo dai siti delle compagnie assicurative, prima di acquistare il prodotto). So che sono tantissimi fogli noiosissimi e contorti, ma conviene viaggiare sereni e informati. Ve lo dico con il cuore.

Se avete qualsiasi dubbio sulle assicurazioni di viaggio, non esitata a scrivermi. Potrò aiutarvi in qualche modo a comprendere quei fastidiosi fascicoli.

1 COMMENTO

  1. Complimenti, brava! Uno degli articoli più chiari ed esaustivi che si trovano in rete.
    Se dopo aver letto questo articolo un viaggiatore no nsi fa una polizza significa che vuole farsoi del male da solo.

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