Spesso nei film e nella letteratura il futuro ci viene dipinto in maniera del tutto diversa rispetto a quello attuale: completamente automatizzato o quasi, dove regna incontrastata la tecnologia e dove la natura è solo un lontano ricordo. Non tutte le previsioni sono uguali però e a dimostrarlo sono i ragazzi di MassHive Media. Questi sviluppatori hanno infatti immaginato un universo dove gli umano sono ancora al centro di tutto, impegnati a convivere con alcuni droidi e soprattutto a combattere contro famelici mostri usando la magia.

Si tratta per certi aspetti di un ritorno all’epoca medievale quella presentata all’interno di Azure Saga: Pathfinder, un indie dal sapore marcatamente fantasy che ben condisce questo GDR ispirato ad alcuni classici della storia videoludica e non solo.

L’importanza della tradizione

Innanzitutto delineiamo la storia che abbiamo di fronte: guideremo il giovane Synch durante l’avventura che lo conduce alla ricerca di suo padre. Lo scienziato, in compagnia di un robot chiamato appunto Droid, si ritrova improvvisamente in un mondo sconosciuto. In questa nuova terra, fatta di foreste, città e castelli, il cammino dei nostri eroi incrocerà fin da subito quelli di altri compagni, come la signora di Ere, Clery.

La trama è piuttosto classica, ma che dire dunque del gameplay? Si può affermare altrettanto anche di quest’ultimo, poiché ritroviamo la guida di un solo avatar a capo del party, che può essere composto anche da più di due persone, mentre vaghiamo in piccole porzioni di mondo. Questo aspetto purtroppo mette in evidenza  i limiti di un universo sviluppato in 2.5D, dove purtroppo non godremo di ampi spazi e visuali come un open world ci permetterebbe di fare; d’altro canto dobbiamo ammettere che tale scelta ci ha permesso di osservare più da vicino ambienti dettagliati e curatissimi.

Un altro elemento tipico dei diversi fantasy che abbiamo visto nel corso della storia videoludica è il combattimento a turni, dove conterà molto l’interazione fra i componenti del party per sferrare attacchi combinati letali verso i nemici. Un tratto che ci ricorda il più noto Final Fantasy.

Ma quali altre somiglianze abbiamo notato? Ebbene, dobbiamo ammettere che l’ispirazione tratta da Square Enix non è ancora finita, seppure l’elemento dei Cristalli (e il loro potere teletrasportatore) non sia unicamente associabile alla famosa saga nipponica. Infatti il gameplay “old school” dell’archeologa tornata di recente sul grande schermo ci ha insegnato che i cristalli rappresentavano, nei primissimi episodi della serie di Tomb Raider, un’ancora di salvezza: infatti, qui come allora, permettono di salvare i progressi di gioco a prescindere dall’auto-salvataggio presente durante la partita.

Un unico neo

Tornando al comparto tecnico, abbiamo notato che i comandi sono molto fluidi, sia usando la tastiera che tramite controller, nonostante ci possa essere qualche difficoltà nelle rotazioni del personaggio facendo uso dei tasti direzionali. Inoltre non dovremo utilizzare la tipica combinazione WASD per le varie azioni che possiamo compiere, bensì AZXD, un cambiamento che richiederà un piccolo sforzo da parte del giocatore.

Se non siete disposti a cedere, potete sempre usare il controller, previsto come alternativa alla tastiera. L’uso di quest’ultimo si rivela un po’ più facilitante in alcuni movimenti soprattutto quando dobbiamo passare per spazi angusti, ma non ci cambierà molto l’esperienza di gioco sul campo di battaglia.

Analizzando infine il comparto grafico, i complimenti devono essere necessariamente rivolti al team. Abbiamo di fronte un prodotto graficamente ineccepibile, davvero godibile e dai colori brillanti e dall’ampia gamma. I personaggi vengono visualizzati come in Ash of Gods, l’indie di recente uscita. Infatti possiamo notare queste somiglianze soprattutto durante i momenti di dialogo, separati dal resto del gioco, dove abbiamo scenari in 2D con le immagini dei personaggi che campeggiano in primo piano e a figura quasi intera.

L’attenzione verso l’estetica del gioco viene sottolineata anche dalla presenza di una galleria, al di fuori della partita e con accesso dal menu principale, dove vengono raccolti i momenti più importanti della storia, nonché i profili dei personaggi, ritratti a figura intera o quasi.

Insomma, tutto perfetto? Quasi. L’unico neo è la colonna sonora, che non risulta troppo coinvolgente, né variegata dal punto di vista delle tracce musicali. D’altro canto non ci lamentiamo nemmeno eccessivamente, poiché i pregi del titolo in questione vantano studio e accuratezza in campi ben più importanti di questo. Infine anche la traduzione in inglese talvolta non risulta eccezionale, per via dell’uso di alcuni termini non molto idiomatici o per colpa di qualche refuso, ma nulla di più.

Un ottimo JRPG

Desideravate riavere tra le mani un buon titolo in stile JRPG? Avevate fame di qualcosa di diverso rispetto all’offerta attuale del panorama videoludico? Azure Saga: Pathfinder allora fa assolutamente al caso vostro, poiché vi ritroverete in un universo in cui potrete immergervi senza problemi e sentirvi a casa, orientandovi perfettamente nel mondo del futuro, tra mostri, armi e qualche fungo ben simile ad un Fungongo “final fantasiano”.

Azure Saga: Pathfinder
Azure Saga: Pathfinder
Developer: MassHive Media
Price: 9,74 €