Project Natal, questo era il suo nome quando era solo un embrione. Oggi lo conosciamo tutti come Kinect. C’è chi lo ama, c’è chi lo odia e chi invece ha imparato a conoscerlo e ne ha sfruttato le potenzialità per fare tutt’altro: marketing.
Un giorno lessi in un libro che, per i giapponesi, il Marketing non è una scienza esatta e nemmeno un’arte riservata solo agli alti ranghi aziendali. Il marketing è per tutti e, per assurdo, chi non lo ha studiato è più facile che abbia intuizioni geniali che possano rivoluzionare questa disciplina.

Questo è quello che è successo con Kinect. Qualcuno ha preso la sua arte di fare marketing e ci ha aggiunto questo marchingegno tecnologico creato da Microsoft per videogiocare. I risultati sono svariati e tutti molto innovativi.

MARIONETTEBOT
(Shibuya, Tokyo)

GamesPrincess_Marionettebot_Kinect_JapanNe avevo parlato approfonditamente in questo articolo di Game’s Princess che vi consiglio di leggere.
Marionettebot è un progetto che nasce in Giappone da un’idea promossa dal marchio di abbigliamento United Arrow. Grazie a Kinect, della banalissime vetrine statiche si trasformano in vetrine animate. Come? Semplice, i manichini imitano i movimenti dei passanti, attirandone così l’attenzione.

I vantaggi riportati dallo store sono stati parecchi: uno su tutti l’aumento delle vendite!

DANCING VENDIG MACHINE di COCA COLA
(Seoul, Corea del Sud)

coca-cola-dancing-vending-machinePerché non implementare un distributore automatico con Kinect e con un software che somiglia molto ai videogiochi di ballo tipo Dance Central e Just Dance? Lo scopo? Chi riesce a simulare i passi di danza nel modo migliore guadagna punti e più punti si guadagnano e più si ricevono bottiglie in omaggio.
In questo caso il funzionamento è contrario rispetto a quello di Marionettebot. Non è il software che imita il giocatore, ma il giocatore che deve imitare i movimenti a schermo per vincere.

Questo è successo in Corea del Sud in un centro commerciale di Soul. Un distributore automatico di Coca Cola implementato con tecnologia sponsorizzata da Lenovo.
I benefici sono stati molteplici: in primo luogo la voglia di competizione, che caratterizza il genere umano, ha reso affollato il centro commerciale con un conseguente aumento delle vendite di tutti i negozi del circondario. Niente male vero?

VIDEO WALL di PORTON GROUP
(Dubai, Emirati Arabi Uniti)

maxresdefaultNegli Emirati Arabi Uniti tutto è possibile: nei deserti si costruiscono campi da golf con prati migliori di quelli inglesi oppure piste da sci che farebbero invidia alla Valle D’Aosta.
Siamo a Dubai e qui le cose si fanno in grande, anche i Video Wall. Si, perché nell’ufficio della Porton Group, azienda specializzata in tecnologie all’avanguardia, ve ne è installo uno di dimensioni mastodontiche. La cosa speciale di questo video wall è l’interattività di cui è dotato: le animazioni, infatti, si muoveranno seguendo i movimenti di chi vi passa davanti, attirandone così immancabilmente l’attenzione.
Tutto questo è stato reso possibile grazie all’utilizzo di Adobe Air e di Kinect.
Impressionante, non credete?

Una cosa simile, ma più in piccolo, è stata creata a Milano da Toyota all’interno di uno spazio dedicato alla tecnologia ibridia: The Hybrid Space.

INTERACTIVE MIRROR
(Singapore)

EON-Interactive-Mirror-128-e1365616515531Questo specchio interattivo era già stato presentato tempo addietro e ora, grazie alla società EON Reality, è diventato realtà. Potrebbe essere una manna dal cielo per tutti i fashion victim che, nonostante l’amore per la moda, non hanno voglia di svestirsi e rivestirsi ogni volta per provare centinaia di abiti diversi.
Si tratta di uno specchio “potenziato” grazie al riconoscimento del corpo umano attuato da Kinect. Basterà stare in piedi di fronte allo specchio e scegliere il vostro outfit (si chiama così ultimamente, no?). A tutto il resto ci penserà lo specchio interattivo, posizionando al posto giusto gli oggetti in modo da farvi vedere come potrebbero starvi indosso.
Se queste operazioni vi sembrano troppo poco social, non preoccupatevi! Una volta che avrete deciso che quello sia l’abito che fa per voi, potrete condividerlo tramite Facebook oppure Twitter.
Un’esperienza positiva per il cliente ma anche per il negoziante che potrà permettersi di avere un magazzino più snello e metrature più ridotte dedicate alla vendita (essendo già tutto pre-caricato nello specchio a che serve un’esposizione immensa?)
Che ne dite? Può funzionare come idea?

Queste sono solo alcuni degli usi commerciali di Kinect e sono sicura che, con l’avvento di Xbox One e di Kinect 2, le cose si evolveranno in modo diverso. Bisogna essere solo muniti di tanta pazienza ma soprattutto di fantasia.

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