Mancano ormai pochissimi giorni al Droidcon 2015, l’evento dedicato agli sviluppatori Android che si terrà a Torino il 9 e 10 aprile. Nell’attesa abbiamo scambiato due chiacchiere con Marco Mazzaglia, IT Manager di Ovosonico, la software house che ha realizzato lo splendido Murasaki Baby per PlayStation Vita, ma soprattutto il fondatore di T-Union.

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Cos’è T-Union e com’è nata?

T-Union è un’associazione che unisce i professionisti degli studi di sviluppo di videogiochi di Torino – anche se poi ci siamo espansi nel resto del Piemonte e in Lombardia-, i professionisti di Torino, anche coloro che non hanno nulla a che vedere con i videogiochi ma che hanno la curiosità di partecipare e provare a conoscere questo mondo, e gli studenti, che arrivano sia dalle scuole superiori, sia dall’università come per esempio il Politecnico, sia da indirizzi artistici come la Scuola Internazionale di Comics o l’Accademia delle Belle Arti. La somma di questi tre gruppi dà quello che è T-Union, ossia un’associazione che, tramite iniziative di svariato genere, cerca di promuovere l’industria del videogioco in Piemonte e anche, speriamo, in Italia.

Le prime iniziative che abbiamo proposto sono le Game Jam; abbiamo infatti organizzato la Global Game Jam sia l’anno scorso sia quest’anno e abbiamo fatto una Game Jam con MTV a Venaria, durante i Digital Days.  Ogni mese poi facciamo degli incontri formativi che permettono alle persone di capire come funziona il mondo dei videogiochi.

Lo scopo principale è di evitare quello che è capitato un po’ a tutti noi che lavoriamo nei videogiochi, ossia aver imparato tutto da autodidatti. Noi, come esperti del settore, offriamo quindi differenti spunti, sarà poi il professionista a decidere se avvicinarsi al mondo dei videogiochi e cambiare ad esempio lavoro, com’è successo a qualcuno, o lo studente a stabilire se questo è un mondo che gli piace e gli interessa al punto da volerci lavorare, il tutto sapendo di avere il sostegno di persone che in qualche modo li possono aiutare, li possono introdurre e possono fornire loro delle linee guida.

Tutto questo è nato da un’idea che ho avuto dopo una conferenza che ho tenuto alla VIEW Conference del 2013. Ad un certo punto mentre ero fuori a bere un caffè, mi sono guardato intorno e ho visto che c’era tanta gente di Torino che veniva da realtà diverse: dal mondo dei videogiochi, da quello della computer grafica e del cinema. Al che mi sono detto “Perché non proviamo a fare qualcosa qui insieme?”. Questa cosa si è declinata nel cominciare a cercare quali studi di sviluppo ci fossero a Torino e nel radunare le persone che conoscevo ed proprio così poi è nata T-Union. Si è scoperto che a Torino c’era MixedBag, Tiny Bull Studios, ma anche la realtà dei 34BigThings oltre alle 6 persone che all’epoca lavorano in Milestone.
Ho quindi raccolto tutte queste persone, ci siamo trovati in un ristorante giapponese e abbiamo deciso di provarci.

T-Union Game Jam

T-Union è quindi un gruppo che condivide la stessa passione che sfocia poi in queste iniziative. Ci sono anche dei risvolti più strettamente legati al vostro lavoro?

La conseguenza del “fare gruppo” è che le aziende hanno cominciato a lavorare insieme e questo ha dato una forza diversa a quello che poteva essere proposto. Alcune aziende più piccole si sono messe insieme e hanno creato videogiochi B2B pensati per realtà che prima non avrebbero potuto servire.

Insieme all’associazione si è quindi costruito un discorso di business che si spera possa andare avanti, possa crescere e aiutare lo sviluppo di studi già affermati come MixedBag e 34BigThings oppure di altre realtà da poco nate.

Quanti siete al momento in T-Union?

La squadra di T-Union è un gruppo di circa 40 persone, poi di fatto il gruppo Facebook privato, che raccoglie tutte le persone interessante, ad oggi conta 133 persone, che hanno partecipato almeno una volta ad un incontro formativo o ad una Game Jam. Naturalmente non abbiamo voluto fare un gruppo pubblico perché l’idea era fare entrare le persone che fossero effettivamente interessante fornendo loro uno strumento per comunicare e condividere materiali, file e tutto quello che potesse interessare.

T-Union incontri Event Horizon

Il 9 e 10 aprile si terrà a Torino il Droidcon. Perché avete deciso di partecipare e in che veste lo farete?

Partecipiamo con due cappelli: un talk che verrà tenuto da una delle persone di T-Union, Michele Bertolini, il quale attualmente lavora come Technical Artist in 34BigThings e che  si sta occupando del gioco Red Out, e uno stand T-Union in cui verranno mostrate tutte le iniziative dell’associazione e le potenzialità dei videogiochi.

Cosa vi aspettate dal Droidcon? Pensate che possa esclusivamente permettervi di incontrare e incuriosire gli appassionati di Android oppure lo considerate anche un modo per attirare nuovi giovani talenti all’interno di T-Union?

Lo spero tanto. L’idea di far conoscere a nuove persone la nostra realtà è certamente uno dei primi obiettivi. Il secondo obiettivo è quello di spiegare ai visitatori quali sono le potenzialità dei videogiochi e soprattutto del connubio tra lo smartphone e la console.

Ci sono degli esperimenti, il classico Smartglass di Xbox o le app che fanno da complemento al gioco stesso come quella di GTA V o il microfono di Singstar. Ci sono però molte strade inesplorate che permetterebbero al telefono di diventare non solo un’appendice di periferia ma il protagonista del gioco.

Il problema è che molto spesso la tecnologia va più veloce di quella che può essere la creatività dell’uomo e quindi ci si ritrova ad avere degli strumenti ma senza riuscire ad avere idee sufficientemente nuove che permettano di fare “il botto” e proporre un qualcosa di inedito.

Queste strade nuove si trovano soltanto mettendo insieme le persone e la creatività, che sia tecnologica, che sia artistica. Questo è il motivo della partecipazione di T-Union ed è la nostra speranza nei confronti del Droidcon.

Perché un giovane appassionato di Android, di videogiochi o di mobile gaming dovrebbe venire al Droidcon di Torino secondo te?

Siamo in un periodo in cui le grandi multinazionali si appoggiano ad idee poco originali ma in grado di vendere invece di puntare al rinnovamento e di sfruttare le nuove tecnologie.

Il Droidcon serve, secondo me, a questo: a trovare, tramite la conoscenza culturale e la conoscenza di persone, una strada nuova per riuscire a ringiovanire quest’industria che sembra essersi un po’ persa.

Un’occasione come il Droidcon può essere un qualcosa che riesce a far emergere idee di veramente originali o a creare una rete sufficiente per provare a far cambiare strada all’industria videoludica che in questo momento sembra fare un po’ fatica.

T Union incontro

Insomma, il 9 e 10 aprile fate un salto allo stand di T-Union. Potrebbe essere la vostra occasione per scoprire qualcosa di più del mondo dei videogiochi o per iniziare una nuova entusiasmante carriera in questo settore circondati da persone pronte a darvi una mano e a trasmettervi il loro bagaglio di conoscenze.

Voi pensate di andare al Droidcon?

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