Le tecnologie da sempre sono nate con lo scopo di aiutarci e supportarci nella vita di tutti i giorni, ma oggi sono molte quelle che aspirano ad un obiettivo ancor più nobile: salvarci la vita.

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A questo proposito oggi vogliamo parlarvi di Embrace, un nuovo e promettente smartwatch sviluppato dal team italiano Empatica.

Silenzioso, piccolo e soprattutto utile, questo sottilissimo smartwatch è progettato per controllare in un solo colpo d’occhio l’andamento dell’intera giornata: stress fisiologico, eccitazione emotiva, sonno e attività fisica.
Da usare non solo durante l’esercizio fisico, ma anche al lavoro, in viaggio, o durante la notte, se ci stiamo sforzando troppo Embrace ci ricorderà con una leggera vibrazione che abbiamo bisogno di una pausa per recuperare il nostro equilibrio.

Ma la funzionalità più importante è quella pensata per chi soffre di epilessia: indossando Embrace, la persona riceverà un segnale d’allarme ogniqualvolta accada un evento insolito, come una crisi convulsiva.
Attraverso uno smartphone oppure con un Embrace gemello, l’avviso arriverà simultaneamente ai genitori, coinquilini o badanti, in modo che qualcuno possa soccorrerla.
Ciò è reso possibile grazie al monitoraggio dell’attività elettrodermica, che è una risposta autonoma attivata da regioni profonde del cervello coinvolte in emozioni quali la paura, l’ansia e l’eccitazione.
Questa attività aumenta sensibilmente durante le convulsioni, che, senza opportuni provvedimenti, potrebbero causare un arresto della respirazione.

Techprincess_embrace_bracciale_pelle

Embrace, che può essere personalizzato in base a specifiche esigenze e può essere utilizzato anche come semplice orologio, è stato studiato nel dettaglio perfino nel design: il cinturino è in pelle italiana e la cassa è in metallo lucido e resistente.  Si chiude a scatto attorno al polso e può essere regolato grazie a un magnete.

Non c’è che dire, per un’ipocondriaca come me un oggettino del genere è praticamente perfetto. Ed è molto più fashion del salvavita Beghelli.

Marina Belli
Molti tatuaggi e una laurea magistrale in Informatica Umanistica. Dopo un anno e mezzo di dottorato di ricerca in Interazione e Ambienti Virtuali sono scappata a New York. Una volta tornata, ho iniziato ad occuparmi a tempo pieno di web e social media. Toglietemi tutto ma non i miei libri e il mio gatto.

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