I recenti avvenimenti, caratterizzati dalle attività dei servizi segreti russi negli Stati Uniti e il problema Russia Gate hanno spinto G Data a fornire ai suoi clienti una maggiore protezione, con la promessa “I miei dati rimangono in Europa”.

Per affrontare il problema di infiltrazioni esterne le autorità statunitensi, sospettando di quelle russe e del loro accesso ai sistemi, hanno deciso di vietare alle autorità statali l’uso delle soluzioni russe per la sicurezza. Questa decisione non ha soltanto portato molti dubbi e incertezze tra gli utenti privanti, ma ha anche spinto le imprese a modificare le proprie impostazioni. Queste ultime infatti non posso sottrarsi all’influenza governativa e sono costrette a collaborare con i servizi segreti, in modo tale da evitare la chiusura.

La situazione è diversa in Germania, dove le linee guida sulla protezione sono già molto severe e verranno ulteriormente rinforzate dall’ordinanza UE sulla protezione dei dati personali (UE-GDPR), che diventa giuridicamente vincolante per tutte le imprese dell’UE a partire dal 25 maggio 2018. Secondo questa norma la raccolta e il trattamento dei dati personali, come nome e cognome e dati telemetrici, devono essere ridotti al minimo. 

Dettagli simili garantiscono quindi la sicurezza dei clienti G Data, i cui dati vengono memorizzati ed elaborati soltanto in Germania.