Si è tenuto ieri il keynote d’apertura del Google I/O 2015, l’annuale conferenza tenuta dal colosso di Mountain View e dedicata agli sviluppatori. Poco più di due ore in cui sono stati sviscerati tutti i principali progetti della società di Larry Page e Sergey Brin che vanno dalla nuova versione di Android, in arrivo probabilmente questo autunno, alla nuova piattaforma dedicata all’ormai famoso Internet of Things.

Curiosi di saperne di più? Vediamo insieme le principali novità illustrate ieri al Moscone Center di San Francisco.

Android M

Android M preview

Niente rivoluzioni grafiche come per Lollipop in questo Android M. Questa volta Big G punta a migliorare l’esperienza degli utenti, apportando alcune interessanti modifiche.

Si parte con i permessi richiesti dalle applicazioni di terze parti, che non verranno più elencati in fase di installazione, ma che verranno richiesti dall’applicazione stessa quando selezioneremo una funzione che li richiede. Un esempio? Whatsapp vi chiederà il permesso di accedere al microfono la prima volta che deciderete di inviare un messaggio vocale o il consenso ad usare la fotocamera quando vorrete scattare una foto per poi inviarla.

Un altro sostanziale cambiamento è Chrome Custom Web, già disponibile da ieri per gli sviluppatori. Questa nuova feature permette di integrare Chrome nelle app di terze parti, senza quindi dover includere un browser interno. I vantaggi? L’auto-fill, il salvataggio delle password e una maggiore sicurezza per gli utenti. Qualche modifica anche per i cosiddetti app links. A differenza di Lollipop, M non vi chiederà più con quale applicazione volete aprire un determinato link, ma effettuerà la scelta migliore per voi.

Android Pay

Altra importante novità riguarda poi Android Pay, basato come per Samsung e Apple sul lettore di impronte, ora ufficialmente supportato dal sistema operativo di Google. Il vostro telefono non ne è munito? Niente paura, in quel caso il lavoro sporco verrà svolto dall’NFC. Android Pay potrà essere utilizzato da tutti i dispositivi che montano Android 4.4 Kitkat o successivi.

Debutta poi in Android M Doze, il nuovo sistema per la gestione della batteria che permette di raddoppiare l’autonomia dei nostri device. Come? Chiudendo tutte le applicazioni quando rileva prolungati periodi di inattività. Android M supporterà anche la nuova USB Type-C e introdurrà la possibilità di caricare altri dispositivi utilizzando il vostro telefono, che al momento suona più con una promessa per il futuro che una vera e propria rivoluzione vista la scarsa durata delle nostre batterie.

Concludono la panoramica i controlli del volume, con un menù che permetterà di settare i vari parametri separatamente, risolvendo finalmente uno dei problemi più fastidiosi di Lollipop.

Android M dovrebbe arrivare nel Q3 di quest’anno, ma la preview è già disponibile al download per i possessori di Nexus 5, 6 e 9.

Android Wear

android wear

Spazio poi ai tanto amati smartwatch grazie all’ultimo aggiornamento di Android Wear che porta con sé alcune interessanti funzioni. Prima su tutte l’always on, ossia la possibilità di avere lo schermo sempre accesso, funzione comodissima se siete al supermercato a fare la spesa e state consultando la lista della spesa o se siete per strada e utilizzate l’orologio come navigatore, operazione semplificata ulteriormente dalla possibilità di vedere la mappa che vi interessa in bianco e nero, così da essere più chiara e semplice da interpretare.

Arrivano poi anche i wrist gestures, ossia la possibilità di navigare tra le notifiche utilizzando i movimenti del vostro polso, le emoji, che potrete disegnare con un dito sullo smartwatch, e il nuovo launcher. 

Google ne ha poi approfittato per mostrare che alle oltre 4.000 app compatibili con gli orologi intelligenti si aggiungeranno anche Spotify, Uber, una nuova versione di Google Fit e un rivisitato Shazam, il cui funzionamento sarà simili a quello visto su Apple Watch, con la possibilità di usare il microfono per riconoscere le canzoni.

IoT: Internet of Things

Google I/O project Brillo - weave

Diciamocelo: Android @ Home non è stato il successo che Google si aspettava. L’entusiasmo è andato scemando poco dopo lo scorso I/O e alla fine nessuno ne ha più parlato.

La società di Mountain View però non si arrende e presenta Project Brillo, il sistema operativo derivato da Android e dedicato proprio all’Internet of Things. Brillo supporterà il WiFi, il Bluetooth e si propone come soluzione universale all’automatizzazione delle abitazioni, accompagnato per altro da Weave, il linguaggio che permetterà ai vari gadget di casa vostra di comunicare sia tra di loro che con il vostro smartphone.

Google Now

Now on Tap

La rivoluzione dell’assistente di Google si chiama Now on Tap. Che cosa fa? Fornisce le informazioni di cui avete bisogno quando ne avete bisogno semplicemente capendo il contesto.

Immaginate di ricevere un’email che vi propone di andare a vedere un film. Un tap prolungato del pulsante home e Google Now mostrerà le card più rilevanti, come le informazioni sul lungometraggio, il link al trailer ma anche le recensioni e i cinema in cui viene proiettato. La stessa cosa vale per, ad esempio, un messaggio in cui vi viene proposta una cena; in questo caso Now on Tap vi suggerità Yelp, OpenTable o Google Maps per raggiungere il ristorante scelto.

Ma le funzioni di Now on Tap non finiscono qui. Siete nel browser, state leggendo un articolo e c’è qualche parola, noma o posto che vi salta all’occhio; invece di segnarvelo per cercarlo dopo, potete selezionarlo e automaticamente comparirà una tendina che mostra i risultati della ricerca sovrapposta alla pagina che state consultando.

Google Photos

Ve lo confesso: io l’applicazione Foto di Google non l’ho praticamente mai usata. La trovavo inutilmente confusa e priva di un qualsivoglia fascino, così ho scaricato Quickpic.

Evidentemente però non ero l’unica ad aver poco gradito questo software, tanto da costringere Google a pensare a qualcosa di più user-friendly. Quel qualcosa si chiama Google Photos, presentato ieri durante il keynote al Moscone Center e già disponibile al download.

Google Photos

L’app propone una nuova timeline, con la possibilità di ridurre o aumentare la finestra temporale con un semplice pinch to zoom per passare comodamente dalla visualizzazione giornaliera a quella mensile e infine a quella annuale. È poi presente un tasto per la ricerca che non solo vi consente di cercare una foto in particolare ma che vi permetterà di navigare le immagini divise per Persone, luoghi e contesti. Non mancano poi le collezioni e gli album per raccogliere le foto di un evento in un unico posto, foto che ora potrete selezionare trascinando il dito invece di perdere tempo per flaggarle una ad una. Avete bisogno di una mano per organizzare le foto? Potete affidarvi al vostro Photo Assistant.

Tra le novità troviamo anche quella riguardante la condivisione. Ora è possibile mostrare le foto agli amici semplicemente selezionandole e scegliendo l’opzione Ottieni Link, che permetterà loro di visualizzarle senza dover scaricare app aggiuntive e senza dover effettuare il login con il proprio Google account.

Google Photos permette inoltre di archiviare automaticamente nel cloud le proprie foto con una qualità che mantiene i 16 megapixel per le immagine e i 1080p per i video. Il costo? Nessuno. Il nuovo servizio di Big G è gratis e senza limiti.

I mercati emergenti

Ve lo ricordate Android One, il progetto di Google dedicato ai Paesi emergenti lanciato lo scorso anno? L’idea era quella di portare gli smartphone a costi contenuti negli Stati in via di sviluppo per garantire a tutti l’accesso ad Internet e ai servizi offerti da Google.

Nel corso degli ultimi 12 mesi Android One, lanciato inizialmente solo in India, ha raggiunto altri 7 Paesi, Paesi dove però il problema maggiore è rappresentato a questo punto dalla connessione alle reti 3G e 4G e dalla scarsa capillarità del WiFi. Per questo motivo Big G ha scelto di ottimizzare la maggior parte delle funzioni di Android per permettere di sfruttarne le potenzialità anche in posti dove la rete è tutto tranne che eccellente.

Google Maps offline

Si parte quindi da pagine web pensate per connessioni più lente, con Android che può togliere immagini e icone per facilitarne il caricamento, per arrivare alle Google Maps, disponibili offline sia per la consultazione sia per l’utilizzo come navigatore. Sarà inoltre possibile scaricare intere pagine per godersele offline, ma anche interi video che potranno essere conservati per 48 ore.

Google Cardboard

Google Cardboard è quella scatola di cartone che potete montare da soli per poi inserirci lo smartphone e godervi la realtà virtuale. Un’idea brillante che permette di sostituire i costosissimi visori con qualcosa di semplice e pratico, ma sopratutto alla portata di tutti.

Sul palco del Google I/O Clay Bavor, responsabile del progetto, ha presentato la nuova versione, che permette di utilizzare dispositivi con uno schermo fino a 6 pollici e che da supporterà iOS, così potrete sperimentarlo anche con l’iPhone.

La novità più sorprendente però sembra essere Expeditions, un progetto dedicato alle scuole. Come funziona? L’insegnante controlla l’esperienza dal tablet mentre gli studenti possono fare gite virtuali in qualsiasi parte del mondo. 

Se volete arricchire i contenuti di Expeditions potete affidarvi a Jump, il dispositivo ideato da Google per creare questi filmati il cui progetto verrà distribuito nei prossimi mesi per permettere ai produttori di creare il proprio. I video, uniti da un apposito tool, potranno essere caricati su YouTube, che a breve supporterà ufficialmente la realtà virtuale.

Insomma, parecchie novità in casa Google che durante il keynote ha menzionato anche altri interessanti progetti che vanno dal corso dedicato ad Android alla Udacity, un’organizzazione che offre corsi online, alle auto che si guidano da sole.

Voi cos’avete maggiormente apprezzato durante la presentazione?

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