Il settore delle auto a guida autonoma è sempre più in crescita e per questo Intel ha deciso di effettuare una ricerca in questo ambito molto innovativo e interessante.

Risulta così che il 75% degli americani ha paura di essere trasportato in auto che si guidano da sole, ma la buona notizia è che si tratta di un problema risolvibile. Analizziamo i 7 punti di tensione elencati proprio in questa ricerca.

  1. Giudizio umano vs. giudizio delle macchine: i partecipanti erano preoccupati per l’assenza del giudizio umano nelle situazioni non ben definite, come i pedoni che attraversano in zone non autorizzate o altri guidatori che tagliano la strada. Ma hanno anche espresso la convinzione che questi veicoli saranno più sicuri perché eliminano l’errore umano e saranno più decisi degli esseri umani.
  2. Spazio personalizzato vs. mancanza di assistenza: l’idea di avere del tempo libero durante il viaggio ha ispirato molti a immaginare come potrebbero utilizzare il loro tempo. Così i genitori hanno apprezzato l’idea di trasportare minori non accompagnati senza la presenza di un estraneo a bordo. Tuttavia, i partecipanti erano anche preoccupati per la mancanza di responsabilità quando non è presente un autista.
  3. Consapevolezza vs. troppe informazioni: la maggior parte dei partecipanti prevede una curva di apprendimento per acquisire dimestichezza con il sistema di guida autonoma. Ma una volta che si sviluppa fiducia, hanno osservato che alcuni degli avvisi e delle comunicazioni potrebbero diventare invasivi.
  4. Cedere il controllo del veicolo vs. ottenere un nuovo tipo di controllo: per alcuni, viaggiare sul sedile posteriore dove non erano presenti controlli del veicolo ha creato una sensazione di disagio. Anche il movimento autonomo del volante ha causato una certa dose di ansietà. I partecipanti hanno discusso i vantaggi di eliminare questi aspetti del design legacy, apprezzando anche le nuove esperienze di controllo: la capacità di richiedere un veicolo e sbloccarlo/aprirlo con un dispositivo mobile, la riduzione dello stress per non dover guidare e la sicurezza percepita di avere più “occhi” sulla strada.
  5. Come funziona vs. prova che funziona: comprendere come funziona la tecnologia e le sue piene capacità sono stati aspetti di primaria importanza, ma anche vedere e sperimentare il modo in cui i veicoli rilevavano e reagivano ha aiutato i partecipanti a ottenere fiducia, sottolineando l’importanza di un sistema HMI (Human-Machine Interface, interfaccia uomo-macchina) trasparente.
  6. Ascoltare informazioni vs. comunicare tramite voce: mentre i partecipanti erano confortati dalla “voce” umana dell’auto, molti si chiedevano se avrebbero potuto usare la propria voce per comunicare con il veicolo. Essere in grado di conversare e scambiare informazioni come a un autista sarebbe un vantaggio, soprattutto in caso di deviazione.
  7. Macchine che seguono le regole vs. interpretazione umana delle regole: sono state registrate delle sfumature circa la sicurezza dei partecipanti, affermando che il loro comportamento come conducenti non era sempre sicuro o conforme alle regole, seguite invece dalle auto.

In Intel, si pensa di poter superare l’apprensione dei consumatori creando un’esperienza interattiva affidabile tra auto e persone trasportate. Il team di ricerca ha mostrato questo potenziale in un recente studio sul rapporto di fiducia dei passeggeri delle auto a guida autonoma, continuando a esplorare il fattore fiducia come un elemento fondamentale per l’architettura di sistema e il design dei veicoli.

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