Niente loghi formato famiglia, niente prodotti sparsi per decine di metri quadri, niente super-affollamento. Quello di D-Link al MWC 2017 è uno stand modesto, una piccola stanza ai margini della Hall 2 che aveva poco da spartire con i booth che avevo visitato fino a quel momento. Eppure, ve lo confesso, quello con l’azienda taiwanese è stato uno degli appuntamenti più interessanti della kermesse.

Ad attendermi sulla soglia c’è Luigi Salmoiraghi, l’italianissimo ‎Sales & Marketing Director di D-Link, responsabile della parte meridionale dell’Europa.

“Siamo stati i primi, nel 2010, a lanciare una IP camera che fosse facile da installare e accessibile da remoto, senza dover aprire porte sul router o avere un master al Politecnico di Milano in ingegneria informatica. Bastava mydlink. Una piattaforma gratuita dov’è possibile aggiungere e controllare tutti i prodotti – mi racconta Luigi – In tempi più recenti abbiamo invece lanciato la mydlink Home, la parte che include la sensoristica come sirene, i sensori per le porte e quelli per il movimento“.

D-Link insomma ha deciso di puntare tutto sulla smart home offrendo prodotti adatti a tutte le tipologie di utenti e capaci di rispondere alle necessità più disparate. Un portfolio che, stando a Salmoiraghi, è ad oggi già abbastanza completo, tanto da spingere l’azienda a focalizzarsi su altri aspetti: “Al momento stiamo lavorando molto sul design e sull’interfaccia prodotto-utente. In particolare stiamo puntando sulla miniaturizzazione dei prodotti, su un’estetica più accattivante, sulla compatibilità con Amazon Echo – che purtroppo viene commercializzato solo in pochissimi Paesi – e soprattutto sull’interfaccia“.

Dimenticatevi quindi la vecchia applicazione di D-Link perché nella seconda metà dell’anno verrà rilasciata la nuova versione di questo software, versione che porta con sé una UI totalmente rinnovata, molto più semplice ed intuitiva, e una serie di interessanti funzioni, come la possibilità di scannerizzare il QR code presente sui prodotti per poterli aggiungere al proprio account, così da rendere il processo estremamente user-friendly e alla portata di tutti. L’app permetterà poi di impostare una serie di semplici regole basate sul principio “If This, Then That”. Non fatevi spaventare dalla terminologia, in realtà è più semplice di quanto pensiate; significa semplicemente “Se succede questo, allora fai quello”. Ad esempio, “Se rilevi un movimento, inviami un SMS” o “Se vedi qualcuno entrare in casa, fai scattare la sirena”. Infine, mi racconta Salmoiraghi, è possibile creare vari tipi di ambienti impostando regole chiare per ognuno di essi; lo scenario “Vacanza” permette di accendere le luci per due ore al giorno per simulare la presenza di qualcuno all’interno dell’abitazione, mentre “Wake Up” può servire ad accedere i termosifoni poco prima del nostro risveglio così da evitare il dramma del bagno ghiacciato.

La domotica di seconda generazione va già oltre il prodotto. Perché il prodotto c’è, la tecnologia c’è, quello che manca oggigiorno è la capacità da parte dell’utente di interagire con i prodotti in modo semplice e facile. Noi diciamo che i prodotti sono plug-and-play, e in un certo senso è vero, però fino ad ora si richiedeva una certa conoscenza. Non dico da master in Informatica, ma almeno il minimo indispensabile come l’indirizzo del router, la password della rete… Devi essere un po’ geek, un po’ nerd, oppure avere l’amico o il fratello che può farlo per te. Il lavoro che stiamo facendo è proprio volto a ridurre questo gap tra la tecnologia e la signora Maria Rosa per fare in modo che l’installazione non sia un problema.

Sugli stessi principi, quelli della semplicità, della facilità di utilizzo e della cura del design, si basa l’unico prodotto nuovo presente allo stand di D-Link: Omna. Si tratta della prima IP Camera compatibile con Apple Home Kit e quindi controllabile tramite i device iOS: “Abbiamo iniziato a lavorare con Apple tre anni fa, e non è stato facile. La società di Cupertino è infatti molto preoccupata per la sicurezza, motivo per cui non ci sono ancora sul mercato dispositivi per la videosorveglianza compatibili con Home Kit. Il controllo dello streaming video, la sicurezza, il criptaggio dei dati, sono tutte operazioni molto complicate e soprattutto richiedono un controllo della banda molto efficiente, anche perché stiamo parlando di video in Full HD.”

Il risultato di questa inedita collaborazione è una videocamera con un angolo di visione di 180° e LED infrarossi per la visione notturna fino a 5 metri; presenti anche i sensori di movimento e sia uno speaker che un microfono, così non solo potete ascoltare ciò che succede ma anche interagire con le persone presenti nell’ambiente videosorvegliato. Sulla parte inferiore di Omna è poi presente uno slot per la microSD, per registrare e rivedere i filmati in un secondo momento.

Insomma, alla fine D-Link ce l’ha fatta, ma non senza compromessi: “Apple ha voluto controllare dalla A alla Z tutto il processo, incluso il design. Abbiamo proposto loro una decina di design diversi e loro hanno scelto quello che preferivano e deciso nel frattempo anche i materiali da utilizzare e il prezzo a cui venderlo. – mi spiega Luigi – Lavorare con Apple non è facile però devo dire che aiutano molto, soprattutto a migliorare l’esperienza per l’utente finale.

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