TechPrincess_NAO_robot_eticaSi chiama NAO ed acquistarlo vi costerà “solo” 7.990 dollari (spedizione e tasse escluse). Lo so, non troppo economico, ma al momento è il robot più utilizzato per la ricerca e in campo educativo. Un piccolo gioiellino che richiede doti di programmazione piuttosto avanzate e che ormai è stato messo alla prova con tutto, etica compresa.

Sì, avete letto bene: etica. L’idea è stata di Susan e Michael Anderson, coppia nella vita ma in questo caso anche nel lavoro. I due infatti hanno unito i loro rispettivi campi d’esperienza, ossia la filosofia e l’informatica, per dare vita ad un interessante progetto che vede proprio al centro delle loro ricerche il piccolo NAO.

La coppia ha programmato il robot in modo da ottenere come risultato un comportamento etico grazie all’applicazione delle ultime tecniche nel campo dell’intelligenza artificiale e alle teorie più moderne riguardanti il comportamento morale. Un’impresa non da poco, soprattutto considerando che ad oggi l’ostacolo primario è stabilire quale tra le diverse ipotesi avanzate dai filosofi sia quella che più si avvicina a ciò che noi consideriamo etico. La dottoressa Anderson ha deciso di risolvere il problema applicando una teoria avanzata negli anni ’60 da David Ross, filosofo e sostenitore del pluralismo morale. La sua ipotesi si chiamava Teoria dei doveri “prima facie” e tutto sommato non ci dice niente di estremamente astratto: quando facciamo una scelta, una scelta etica, siamo chiamati a pesare diversi obblighi, diversi elementi che vanno dal non causare dolore agli altri fino al semplice voler fare la cosa giusta.

Una teoria forse un po’ vaga per noi esseri umani ma abbastanza semplice da essere ridotta ad istruzioni per un robot, cosa che appunto hanno fatto gli Anderson sfruttando quello che viene chiamato apprendimento automatico.

Non aspettatevi però che NAO ora possa rispondere ai grandi quesiti sulla vita, la morte e l’universo perché ovviamente siamo solo all’inizio, il campo di ricerca è vastissimo e i quesiti tecnici e teorici a cui rispondere sono ancora molteplici. Il robot è stato semplicemente addestrato a decidere se e quando ricordare alle persone di prendere le loro medicine e no, non è così banale come sembra. Sebbene infatti apparentemente sembri trattarsi solo di un reminder, NAO è stato programmato per tenere in considerazione non solo il benessere dell’essere umano ma anche la sua libertà di scelta. Questi due “prima facie”, e tutto ciò che comportano, devono essere soppesati con attenzione per riuscire a capire qual è la cosa migliore da fare: non intervenire, ricordare alla persona in questione di prendere le sue medicine oppure avvisare il dottore.

La ricerca dei signori Anderson risale al 2010 e da allora sono stati fatti moltissimi passi avanti in un campo destinato ad avere sempre maggior rilevanza, passi avanti che hanno suscitato persino l’interesse dei creazionisti. Sì, avete letto bene. Pochi mesi fa, infatti, durante un seminario organizzato dagli evangelisti, è stato mostrato il loro nuovo acquisto: NAO. Lo scopo? Capire se c’è posto per i robot all’interno della religione e stabilire se questo loro presunto comportamento etico si sposi con i dettami del loro credo.

Insomma, NAO sta destando l’interesse di tutti, soprattutto perché, alla fine, indipendentemente dalle credenze religiose, sarà fondamentale per noi capire se i robot che entreranno a far parte della nostra vita nel prossimo futuro siano in grado di comportarsi eticamente oppure no. In ogni caso quello del piccolo automa francese è un grande passo avanti nello studio e sviluppo dell’intelligenza artificiale.

E pensare che quando è nato nel 2007 questo piccolo capolavoro della scienza era soltanto destinato a giocare a calcio durante la RoboCup

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