Netflix è  considerata la miglior piattaforma online per lo streaming, capace di offrire una grandissima quantità di serie TV, film e documentari, tutti in alta definizione e ad un prezzo veramente basso. Vi siete mai chiesti, però, com’era il nostro bruco prima di diventare la farfalla che conosciamo noi tutti ora? Scopriamolo insieme!

C’era una volta…

Nella lontana Scotts Valley Californiana, nel bel mezzo di una calda giornata estiva, nacque Netflix. Reed Hastings e Marc Randolph furono i fondatori di quella che, il 29 agosto 1997, era una semplice attività di noleggio di DVD, grazie alla quale i compratori avevano la possibilità di prenotare i dischi attraverso Internet e di riceverli direttamente a casa tramite il servizio postale.

 Ma chi sono esattamente Reed e Marc? Randolph lavorava precedentemente come Direttore Marketing per la Pure Atria di Hastings e fu uno dei co-fondatori di MicroWarehouse, una società di vendita di computer. Marc invece era uno scienziato informatico ed un matematico e, dopo aver venduto la sua società alla Rational Software Corporation per un totale di 700 milioni di dollari, decise di creare Netflix, investendo all’incirca 2,5 milioni di dollari.

Randolph era un forte ammiratore di Amazon, motivo per cui decise di ideare un modello simile. I due fondatori presero inizialmente  in considerazione i nastri VHS, che però rifiutarono poiché troppo costosi e troppo fragili da poter spedire; la scelta ricadde quindi sui DVD, all’epoca disponibili solo in alcuni mercati. Dopo averne noleggiati alcuni ed averli ricevuti intatti, decisero così di intraprendere questa strada, una strada che all’inizio si basava solo su 30 dipendenti, 925 DVD e tariffe simili a quelle del famoso Blockbuster.

A partire dal 2008 l’azienda decise di attivare un servizio di streaming online on demand, disponibile attraverso un apposito abbonamento, surclassando il servizio di noleggio dischi che, nel 2011, venne invece eliminato. Nel 2010, grazie all’espansione della piattaforma in altri Paesi e all’avvio di produzioni originali, Netflix registrò un enorme e rapido incremento della popolarità, raggiungendo, nel 2014, ben 50 milioni di abbonati. A partire dal 2016 Netflix ha deciso di rendere disponibile il servizio streaming in oltre 190 stati, raggiungendo in un mese un totale di 74 milioni di clienti.

Accordo dopo accordo…

Netflix negli ultimi anni ha letteralmente fatto il botto: dopo aver conquistato smartphone e PC, è infatti comparso anche sulle nuove Smart TV. Numerosi telecomandi, da due anni a questa parte, possiedono così un tasto dedicato alla piattaforma che ci permette di accedere direttamente al servizio streaming. Questo pulsante è frutto di un accordo siglato nel 2015 da Netflix e da alcuni storici produttori, ossia Panasonic, Philips, Sony, Toshiba e Vestel: secondo questo contratto, chiunque acquisterà una Smart TV di questi brand, dovrà trovare sul proprio telecomando il tasto con il logo di Netflix. Questa partnership riguarda anche l’ottimizzazione delle rispettive piattaforme smart al fine di migliorare l’esperienza d’uso del servizio di streaming sui TV delle aziende coinvolte.

Lo scopo di Netflix è quello di permettere a tutti gli spettatori di accedere ai contenuti del servizio con molta più facilità e velocità. A testimoniarlo è anche il recente annuncio della partnership con Sky: la piattaforma di streaming verrà infatti inclusa all’interno di un nuovo pacchetto Sky Q nel Regno Unito, in Irlanda e, successivamente, in Italia, Germania ed Austria. Una decisione che da un lato punta a potenziare Sky TV, ma dall’altro dimostra la volontà di Netflix di semplificare ulteriormente l’utilizzo del servizio.

La strategia di Netflix

Ciò che però viene spontaneo chiedersi è: perché Netflix ha riscosso maggior successo solamente negli ultimi anni, nonostante ne abbia quasi 21 di vita? La piattaforma ha raccolto 370 mila abbonati solo negli Stati Uniti e, nel corso del 2016, ci fu una crescita gigantesca dovuta allo sbarco del servizio in oltre 190 Paesi: questo ha infatti permesso a Netflix di raggiungere i 91,9 milioni di abbonati. La piattaforma però deve il suo successo principalmente al duro lavoro svolto per migliorare il servizio. Netflix si è infatti occupato di acquistare titoli che hanno fatto la storia (ad esempio produzioni Disney, Marvel, Pixar etc) per poi buttarsi nelle ormai molteplici produzioni originali che hanno conquistato il mondo. Si parla di Sense8, Marco Polo, Jessica Jones, Daredevil e molti altri: in Italia, ad esempio, le più grandi produzioni Netflix portano il nome di Stranger Things e Narcos.

Il merito va in parte anche alla capacità dell’azienda di rimanere al passo con i tempi offrendo tecnologie come l’Ultra HD, ma anche alla possibilità di utilizzare un singolo abbonamento per più persone, cosa che spinge sempre più il pubblico ad iscriversi al servizio. Grazie alla visione offline, poi, gli iscritti hanno la possibilità di scaricare tutte le puntate che vogliono e di vederle, sia da mobile che PC, senza aver bisogno di una connessione.

All’innovativo servizio streaming dobbiamo riconoscere anche il duro lavoro di ricerca che viene fatto costantemente con l’obiettivo di capire cosa vuole il pubblico e cosa si aspetta di trovare all’interno dei suoi cataloghi. Il Re dello streaming agisce in questo modo: innanzitutto conduce studi di mercato per scoprire quali sono le serie TV più piratate, e quindi più apprezzate, e le offre ai suoi spettatori in alta definizione. In questa sezione troviamo Orphan Black, Dr. House, Dexter, Sherlock e Bates Motel. Accanto a queste poi troviamo le già citate produzioni originali, ideate per trattenere proprio quel pubblico che si è iscritto a Netflix per guardare serie TV ormai storiche.

Come si propone una produzione a Netflix?

Personalmente passo così tanto tempo su Netflix che ormai le persone non mi chiedono più: “Hey, che combini di bello?“, perché tanto sanno già la risposta. Recentemente, mentre stavo guardando l’ennesima serie tv – Girlboss che vi consiglio e sconsiglio allo stesso tempo – mi sono chiesta quali fossero le procedure da seguire per proporre una produzione a Netflix. La faccenda non è complicata; semplicemente coloro che lavorano per il servizio di streaming partecipano a numerosi festival ed eventi legati al cinema in cui hanno l’occasione di incontrare i produttori ed esaminare le varie idee.

Lo so, qualcuno di voi starà già pensando “va beh, io mando una mail e aspetto“. No, non fatelo: Netflix riceve centinaia di email analoghe ogni giorno e la vostra proposta rischia di perdersi in mezzo a questa giugla. Se pensate di avere un’idea vincente, provate ad incontrare direttamente i produttori dell’azienda.

Il Re dello Streaming

Possiamo affermare che Netflix ha decisamente allontanato la concorrenza, classificandosi al primo posto come miglior servizio di streaming.

Ovviamente nulla è perfetto. Il colosso americano deve fare i conti con critiche e mancanze di ogni giorne. Una delle pecche più evidente riguarda, ad esempio, il catalogo: tante le serie TV di qualità ma troppo pochi invece i film.

Tranquilli, questo non significa che siamo ad un passo dalla crisi. Nonostante questo piccolo difetto, tutti noi continueremo a rifiutare le uscite del sabato sera perché “è appena uscita una nuova serie TV su Netflix”.

Il nostro viaggio si è concluso, amici, ma prima di lasciarvi andare vorrei rendervi partecipi di questa piccola curiosità trovata nei meandri oscuri del web: sapevate che l’app di Netflix era già disponibile nel lontano 2010 sia per PlayStation 2 che per Xbox 360?