RoboCup campionato robotRoboCup è un vero e proprio campionato internazionale ideato nel lontano 1993 con l’obiettivo di creare, entro il 2050, una squadra di robot umanoidi autonomi in grado di sfidare e, possibilmente, battere la squadra di calcio campione del mondo. Non c’è che dire: una sfida tanto grande ed ambiziosa quanto ardua. Ma ovviamente la RoboCup non è fine a se stessa: nasconde infatti una precisa intenzione di diffondere lo studio della robotica.

I primi campionati di RoboCup, chiamati Robot World Cup Initiative, si svolsero nel 1997 in Giappone, e da allora girano annualmente le più grandi città del mondo.

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Al torneo i giocatori e i team possono appartenere a diverse tipologie di categorie, che sono suddivise in base alle dimensioni del robot, alla sua complessità e in funzione al tipo di finalità progettuale.
La categoria principale è ovviamente quella per cui la sfida è stata creata, ovvero la RoboCup Soccer, per la quale i robot sono studiati e realizzati per sostenere una competizione calcistica.
Ma esistono anche altre categorie, nate nel corso degli anni: la RoboCup Rescue, nella quale i robot devono compiere operazioni di identificazione e soccorso, e la RoboCup @Home, in cui i robot devono operare all’interno di un ambiente domestico ed interagire con l’uomo.

Come ogni sport che si rispetti, anche la RoboCup Soccer ha le sue regole: la palla, dal diametro minimo di 21 cm, deve essere arancione, ed il peso dei robots non deve essere superiore a 80 kg.

La RoboCup Junior è invece una particolare sezione della RoboCup nata con lo scopo di diffondere nelle scuole primarie e secondarie (fino ai 19 anni) l’insegnamento e lo studio della robotica. Ogni anno viene organizzata una gara a livello nazionale, e successivamente i vincitori di ogni specialità partecipano ad una gara a livello mondiale che ha luogo nello stesso periodo e nella stessa città in cui si svolge la RoboCup “ufficiale”.

La prossima RoboCup Junior italiana si terrà in terra toscana, precisamente a Pontedera (in provincia di Pisa), dal 9 al 12 aprile 2014. E’ stata presentata il mese scorso all’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna: centinaia di studenti provenienti dalle scuole italiane di ogni ordine e grado e suddivisi in oltre 100 team, si sfideranno nelle proprie competenze in campo tecnologico, meccanico, elettronico, informatico, unendo a tutto questo anche un’abbondante dose di talento, creatività e fantasia.

Durante la manifestazione, i ragazzi presenteranno i propri robot costruiti in classe, che giocheranno a calcio, tenteranno impegnative missioni di soccorso, si districheranno in labirinti e addirittura daranno prova di sapersi impegnare nella recitazione o in complessi passi di danza.

La RoboCup Junior rappresenta uno dei punti di arrivo delle ormai consolidate e diffuse esperienze dei laboratori di robotica nelle scuole, esperienze di cui l’Istituto di BioRobotica è pioniere, iniziando con gli istituti scolastici della provincia di Pisa, ed estendendo in maniera progressiva il raggio d’azione, raccogliendo un’attenzione e un successo particolarmente significativo, tanto dagli studenti – già dalle scuole elementari – quanto dagli insegnanti. La robotica, per il suo essere affascinante, coinvolgente, creativa, è considerata un ottimo strumento educativo ed è diventata anche un efficace strumento per agevolare l’insegnamento di materie come la matematica e le scienze.

“Per la sua natura interdisciplinare – spiega Paolo Dario, direttore dell’Istituto di BioRobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, – la robotica a scuola non si propone di collocarsi come nuova materia di studio, bensì punta alla creazione di nuovi moduli applicativi che attraversano più discipline. Essa non è importante soltanto per imparare a costruire o a utilizzare i robot, ma per avvicinare i ragazzi alla ricerca, alla programmazione ed alla sperimentazione utilizzando il gioco, sviluppando nei ragazzi capacità logiche, di analisi, di sintesi, di progettazione, di ‘problem solving’, promuovendo il lavoro di gruppo. Con la RoboCup a Pontedera assisteremo ai più brillanti esempi di come tutto questo si possa concretizzare nell’ambito di una manifestazione in cui lavoro e studio diventano gioco e stimolo attraverso una sana competizione che spinge all’emulazione e alla crescita con la tecnologia. Questa iniziativa rende evidente a tutti l’importanza delle nuove tecnologie e del sapere. Sempre più scuole italiane continuano a investire su esperienze didattiche e modalità di apprendimento innovative, e i costi umani e economici ritornano in passione, motivazione e studio dei ragazzi: soltanto così posso spiegare il trend di crescita che continua, nonostante manchino finanziamenti specifici. In sei anni gli Istituti scolastici nella nostra rete nazionale sono passati da 8 a 41, e da 60 a 120 i team che parteciperanno alla gara nazionale”.

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