Sono passati quasi 3 anni dall’annuncio di Sea of Thieves. Tre anni di lavoro, tre anni di trailer, di trailer e di aspettative. Ora, a meno di due mesi dal lancio, Rare ha deciso di far provare le sue nave ad un nugolo di giocatori prima del varo definitivo, previsto per il 20 marzo.

Noi ne abbiamo subito approfittato per capire se Sea of Thieves è davvero il titolo must-buy che tutti stiamo aspettando.

Lavoro di squadra

Ve lo dico subito: Sea of Thieves non è un gioco per solitari. Sì, potete imbarcarvi da soli, potete solcare i mari e cercare tesori in autonomia, ma farlo non solo sarà difficile ma anche potenzialmente noioso.

Il nuovo titolo di Rare è soprattutto un gioco cooperativo, e di cooperazione ne serve tanta, tantissima, per riuscire a portare a termine le diverse quest. Prima di tutto però dovrete imparare a navigare e questo richiederà un po’ di disciplina e di pazienza. I compiti da svolgere sul vostro veliero sono davvero tanti: c’è il timone da controllare, l’ancora da salpare, la mappa da leggere, i cannoni da caricare e le vele da innalzare e spostare per essere certi di avere la giusta spinta. Insomma, solcare i mari non è facile come sembra e ognuno deve fare la sua parte.

Essere in quattro però non basta. Abbandonarsi al matchmaking significa incappare in giocatori che, per forza di cose, non conosci e con cui non hai alcun feeling. A rendere tutto più difficile poi ci pensano le eventuali barriere linguistiche o, ancora peggio, il mancato uso del microfono. Per ottenere il meglio da Sea of Thieves dovrete quindi trovare almeno un amico con cui giocare e comunicare in tempo reale. A quel punto riuscirete a godervi davvero il gioco. Non solo perché la nagivazione diventerà più semplice ma anche perché sarà più facile abbandonarsi a momenti goliardici. A disposizione avete infatti anche del buon rum, due diversi strumenti musicali ed una serie di gesti teatrali con cui sbizzarrirvi.

La furia del mare

Risolvere il problema della comunicazione renderà la gestione della vostra imbarcazione più semplice, ma non facile. Lo stile cartoonesco del gioco infatti è affiancato da una serie di elementi assolutamente realistici. Prima di tutto dovrete imparare a navigare a vista. L’unica mappa presente infatti è quella che trovere sottocoperta e ad occuparsene dovrà essere un singolo membro del vostro equipaggio, qualcun’altro invece dovrà prendere in mano il timone e cercare di seguire le indicazioni del navigatore, mentre un terzo pirata avrà il compito di raggiungere la coffa per controllare cosa c’è davanti a voi. La vista del timoniere infatti sarà ostruita dalle vele, cosa vi permetterà di vedere a destra e a sinistra, ma non di fronte.

Tutto questo è già abbastanza complesso quando navigate di giorno e con il mare calmo, ma può rapidamente complicarsi durante un temporale. Non solo perché la visibilità si riduce, ma soprattutto perché tenere la rotta diventa impossibile: la bussola impazzisce, il timone ruota contro la vostra volontà e le possibilità di urtare uno scoglio aumenta a dismisura.

Non dimenticate poi la possibilità di essere attaccati dai nemici. Due sono le tipologie di avversari che ho avuto modo di affrontare: gli scheletri e i pirati avversari. I primi li trovate sulle isole ma spesso attaccano la vostra nave con i cannoni che si trovano sui vari lembi di terra presenti nel gioco. Il loro raggio d’azione è limitato ma non per questo meno pericoloso. Gli altri pirati invece sono a bordo di una nave più o meno grande e possono inseguirvi senza troppi problemi. Se decidete di lanciarvi all’attacco, ricordatevi che per caricare un cannone, inserire lo stoppino e sparare ci vuole tempo, così come per riparare la vostra imbarcazione qualora venga colpita. Una cosa però ve la garantisco: gli scontri navali possono essere complessi, ma regalano tanta adrenalina e tanta soddisfazione.

A caccia di tesori

Ma cosa si fa in Sea of Thieves a parte navigare e cercare qualcuno a cui sparare? In realtà la maggior parte del tempo l’ho passata a caccia di tesori. Gli avamposti permettono infatti di acquistare alcune mappe del tesoro che vi consentono di portare a casa qualche soldo con cui poi comprare vestiti, nuovi strumenti e, ovviamente, altre mappe.

Con il salire del vostro livello salirà anche la difficoltà degli indovinelli da risolvere. Passerete così da indizi visivi, con una bella croce che indica dove scavare, ad enigmi testuali che richiederanno un po’ di ingegno e l’uso della bussola.

Anche in questo caso la presenza dei vostri compagni sarà indispensabile. Durante la ricerca del tesoro incapperete a più riprese nei minacciosi scheletri che abitano le diverse isole. La vostra ciurma dovrà quindi tenerli occupati mentre voi cercate la giusta direzione o scavate con la vostra pala di fiducia per trovare l’agognato forziere.

Un mare di potenzialità

Sea of Thieves ha tutto ciò che serve per diventare un gioco imperdibile: è divertente, è stimolante ed è tecnicamente valido.

Permane però qualche dubbio sulla varietà e quantità dei contenuti. La beta tutto sommato si limita infatti alla ricerca dei tesori ed il mondo di gioco sembra ancora un po’ vuoto, ma il risultato finale potrebbe essere molto diverso. Stando agli ultimi rumor, il titolo dovrebbe infatti includere anche il temutissimo Kraken, nuovi nemici, altri NPC e diverse opzioni di personalizzazione. Tutti elementi che potrebbero rendere l’universo di Sea of Thieves un po’ più eterogeneo.

Per scoprire cosa Rare ha in serbo per noi dovremo però attendere l’uscita del gioco su Xbox One e PC.

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