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Ci ho riflettuto, ho scelto con la stessa cura con cui si sceglie un anello di fidanzamento (almeno così dicono), ho valuto i pro e i contro e alla fine sono andata a comprarla. Dopo 3 settimane di meditazione quindi ha fatto il suo ingresso in casa Gherardi una tavoletta grafica. Sì, 3 settimane perché in realtà la decisione è stata piuttosto sofferta: bisogna capire se è un acquisto sensato, se la userete effettivamente e quale si adatta alle vostre esigenze. Facciamo quindi un po’ di chiarezza su questo strumento che da anni accompagna tutti coloro che lavorano sfruttando il disegno digitale.

Quando e perché

Prima di decidere cosa comprare è bene riflettere sulle prime due domande: quando e perché. Insomma, vale la pena acquistare una tavoletta grafica? In realtà è bene fare la dovuta distinzione.

Se lavorate in un qualunque campo che implichi il già citato disegno digitale, non avete scampo. Potete rimandare, potete scegliere qualcosa di non eccessivamente potente, potete puntare al risparmio, ma alla fine dovrete cedere perché è inevitabilmente una marcia in più per il vostro lavoro: vi semplifica la vita e vi permette di ampliare le vostre capacità, come se fosse una naturale estensione del vostro braccio.

La questione si fa inevitabilmente più spinosa quando il graphic design o il fotoritocco non sono tecnicamente il vostro lavoro, sono solo una passione che non sapete bene se e quando avrò dagli sbocchi. Praticamente il mio caso. Mettiamo da parte per un attimo la questione meramente economica che riprenderemo più avanti e cerchiamo di focalizzarci sulle vostre intenzioni.

Se pensate possa essere un hobby temporaneo, allora al posto vostro esiterei nell’acquisto, ma se siete appassionati di photo editing, grafica, illustrazione, fumetti e pensate che difficilmente finirete mai di smanettare con tutto questo allora la tavoletta grafica è un passo che potete fare. Ignorate i vari “Non diventerà mai il tuo lavoro“, “Fai tutt’altro nella vita“, “È solo un hobby“, “Puoi disegnare anche sulla carta” perché è come se vi dicessero “Perché compri i videogiochi se poi non li svilupperai mai?” o “1000 euro di telescopio? Ma fai il contabile, non l’astronomo“. Una passione è una passione ed è giusto che sia coltivata e che vi procuriate i mezzi che vi permettano di migliorare. Potrebbe diventare un’attività lavorativa così come potreste arrivare a 70 anni con il block notes per fare schizzi della vostra dentiera, ma questo è completamente irrilevante.

Insomma, alla domanda “quando?” rispondiamo in due modi:

  1. quando è un lavoro basato su abilità grafiche (ben attenti a distinguerle da quelle più specifiche di disegno)
  2. quando è una passione o un hobby che non abbandonerete dopo poche settimane

 

Mentre per replicare al “perché?” non posso che riprendere quello che ho scritto poco sopra: estende le nostre abilità e ci semplifica molte procedure, senza contare che la precisione che potete raggiungere sarà sempre e comunque superiore a quella di un mouse.

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Ora abbiamo le motivazioni di base ma i requisiti? In realtà non ci sono doti particolari che dovete avere per evolversi al disegno digitale. Io ad esempio non sono il Van Gogh dei nostri tempi, al massimo potrei avvicinarmi a Picasso all’età di 3 o 4 anni; ho giusto qualche abilità in più quando si tratta di manga, un po’ di fantasia quando mi trovo alle prese con il graphic design, un’enorme dose di pazienza e una maniacale cura per il dettaglio. Niente che non possa avere o sviluppare chiunque altro in sostanza. Quindi, tirando le somme, non dovete pensare che la tavoletta sia una spesa da fare solo se mirate ad essere i futuri Zerocalcare o Takeshi Obata; bastano un minimo di capacità e un forte interesse per quest’ambito.

Un requisito vero e proprio però la tavoletta grafica lo richiede e ve ne accorgerete subito: costanza.

Pensate a quando avete cominciato ad usare Photoshop con il mouse. Avrete avuto sicuramente qualche difficoltà iniziale, qualche momento di scoraggiamento, occasionali attimi di “adesso lancio tutto fuori dalla finestra“. Tutto perché acquisire precisione con la più antica delle periferiche non è cosa da poco. Serve impegno, ma alla fine venite ripagati dei vostri sforzi.

Dal mouse ora dovrete passare alla penna. Tutto un altro mondo. Avete tra le mani un tool estremamente potente ma dovete imparare a controllarlo e, credetemi, ci vorrà un po’ di esercizio prima di smettere di desiderare di tornare indietro. Cominciate con funzioni di base, allenatevi dentro e fuori dall’ambiente di disegno che avete scelto (Photoshop, Illustrator, Sketchbook, Manga Studio, ecc.) e sfruttate al massimo i tutorial che spesso e volentieri sono inclusi nel cd di installazione. Ne avrete bisogno.

Sarà dura ma ne varrà la pena. L’unica cosa che dovete chiedervi è: siete disposti a fare un piccolo sforzo per ottenere un grande risultato? Avete la pazienza per apprendere un nuova abitudine?

Quale

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Il mondo delle tavolette grafiche non è come la maggior parte degli altri settori tecnologici. Di solito più brand emergono nel medesimo campo e la scelta è questione di gusti, esigenze e preferenze personali. Succede per gli smartphone, le macchine fotografiche, i televisori, i computer e così via. Un’ampia scelta dove i leader del mercato spesso e volentieri sono almeno due.

Quando però si tratta di disegno digitale tutto si riduce ad un unico brand: Wacom. Chiaramente questo non vuol dire che non ci siano altri produttori ma in termini di qualità non esistono paragoni.

L’azienda giapponese però non produce soltanto un tipo di dispositivo, ma diverse periferiche pensate per adattarsi naturalmente a esigenze diverse, tanto d’utilizzo quanto di prezzo, quindi la prima cosa da fare è capire qual è il vostro budget e a cosa vi servirà la tavoletta.

La fascia base è composta dalla serie Bamboo che conta diversi modelli e di solito due dimensioni. Se state per fare il vostro ingresso in questo mondo è sicuramente qui che dovete cercare: valutate quanto volete spendere, quale volete utilizzare e se ci sono particolari “bundle”. Ad esempio quando è stato il mio turno di scegliere ho optato per la Manga Edition, ossia una normale Bamboo Fun Pen and Touch che come unica differenza aveva l’inclusione dei software dedicati al fumetto nipponico.

Alla stato attuale le tavolette Bamboo sono di fatto 4 e si somigliano tutte in quanto ad hardware, quello che cambia di solito sono i programmi inclusi. Ad essere meno performante però è la versione base, la Bamboo Pen, che manca dei 4 classici Express Keys, cioè 4 tasti che potete personalizzare per fargli svolgere particolari funzioni all’interno dei software con cui andrete ad usare la tavoletta. Considerando che la differenza di prezzo spesso è minima, il mio consiglio è di tenere in considerazione una delle altre 3 perché alla lunga queste scorciatoie vi torneranno particolarmente utili.

Ovviamente il livello base vi servirà prima di tutto a stabilire se la tavoletta fa al caso vostro e ad imparare ad usarla, dopodiché potrete valutare di passare a qualcosa di più grande, più professionale o più specializzato. Se ad esempio la vostra passione è senza confini e mirate a diventare veri e propri illustratori, un domani potreste decidere di investire i quasi 2000 euro necessari all’acquisto di una Cintiq. La differenza fondamentale la notate a colpo d’occhio: questa serie di tavolette sono in pratica secondi schermi, display LCD dalle potenzialità enormi che vi permettono di avere un’intera e completa superficie a vostra disposizione.

E se a me piace la carta?

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Vi ho spiegato il quando, il perché e soprattutto quale tavoletta potrebbe fare al caso vostro. Il presupposto di tutto ciò è che siate disposti a fare amicizia con il digitale  e un supporto fisico molto diverso da quello classico. Ma se non vogliamo staccarci dalla carta pur volendo evolverci al Illustrator o Photoshop o ancora Sketchbook?

La soluzione esiste e no, non è sicuramente “disegno e poi scansiono”.  In realtà a venirci incontro è sempre Wacom con una soluzione che per gli amanti del disegno manuale su carta non ha, a mio avviso, rivali.

Il dispositivo si chiama Inkling ed è una penna digitale che memorizza il disegno che avete fatto su carta e che poi potete importare tramite usb. Tutto l’occorrente sta all’interno di un comodissimo astuccio che potete portare sempre con voi.

Ancora poco convinti? Vi lasciamo al video realizzato dalla stessa Wacom. Sono sicura che dopo averlo visto né vorrete una anche voi.

1 COMMENTO

  1. Personalmente ho scelto anche io una Bamboo Fun Pen & Touch per il ritocco fotografico amatoriale e devo dire che semplifica molto la vita rispetto al mouse… :)
    Riguardo le dimensioni mi permetto di aggiungere che una Bamboo small è ottima quando la si utilizza con monitor che vanno da 13 a 17 pollici, mentre per i monitor più grandi si è più comodi con la medium… Io la mia small l’ho comprata originariamente per un MacBook 13”, ora la utilizzo con un 23 pollici e qualche volta mi sta un po’ stretta.. ma sempre meglio del mouse! ;)

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