TechPrincess_The_Vincent_BoysUn po’ Moccia, un po’ Cinquanta sfumature di grigio, un po’ Twilight. Un mix un po’ inquietante che ha dato vita a due romanzi: The Vincent Boys e The Vincent Brothers. Straordinariamente questo tentativo di integrare il romanticismo, il sesso e la spasmodica ricerca del sempre più perfetto principe azzurro non è stato un fallimento totale. All’autrice di questi due libri, Abbi Glines, ho dovuto tutto sommato riconoscere un paio di meriti.

Prima di dirvi perché non ho gettato dalla finestra i due volumi devo purtroppo aprire la parentesi trama. “Purtroppo” perché, ahimè, non è qui che la mini-serie dà il meglio di sé, anzi è proprio qui che i libri incontrano il peggio della banalità dei “romanzi” di Moccia, della trilogia maledetta di E.L. James e della sdolcinatezza dei vampiri che brillano alla luce del sole.

Abbiamo Lei, Lui, l’Altro e l’Altra. Insomma, un triangolo che finisce in un quadrato perché, ovviamente, l’happy ending deve esserci per tutti.

Adesso che vi ho adeguatamente preparati, sedetevi comodo e godetevi questo plot degno di Beautiful in versione ridotta.

Partiamo da Lei, da lei perché è il perno attorno alla quale ruota tutta la vicenda. Ashton è la figlia del pastore della sperduta cittadina dell’Alabama ed è cresciuta insieme a Sawyer e Beau, i cugini Vincent. Un trio affiatato che ad un certo punto si è ridotto ad un duo: lei e Sawyer. L’inizio della loro storia ha portato infatti alla rottura dei rapporti tra Ashton e Beau fino a quando un giorno la ragazza non si trova costretta a riportare a casa il più che ubriaco cugino del suo fidanzato. Questo è l’inizio di un’estate di tradimenti vari ed eventuali ai danni del povero Sawyer.

Niente di originale in questa trama che sembra voler riproporre in modo un po’ più realistico il triangolo di Twilight. Sawyer è praticamente Jacob: bello, dolce, premuroso e sempre presente; Beau invece è un po’ Edward, Edward che incontra Christian Grey: sexy, pericoloso e misterioso.

Il primo libro, The Vincent Boys, si basa praticamente su questo ormai iper-sfruttato contrasto e offre un finale degno dei romanzi a cui si è ispirato (evito lo spoiler ma sono sicura che avrete già intuito).

Purtroppo la vita ci insegna che i sequel sono quasi d’obbligo. Insomma, dopo Cinquanta sfumature di grigio ci sono stati altri due libri (e si mormora di un possibile quarto libro in arrivo…) e dopo Twilight abbiamo dovuto sorbirci altri 3 volumi. Il minimo che poteva fare Abbi Glines era scrivere un secondo romanzo che permettesse anche a Sawyer di avesse il suo lieto fine introducendo “l’Altra”. L’Altra è Lana, la cugina di Ashton, innamorata da sempre dell’ex fidanzato di quest’ultima e ora pronta a sfoderare tutto il suo charme per riuscire a conquistare il migliore dei ragazzi Vincent.TechPrincess_The_Vincent_BrothersHappy ending per tutti in questa storia che offre un poco realistico quadro delle relazioni, uno dove tutti in qualche modo vincono e ottengono ciò che vogliono e meritano. Eppure non è tutto frutto del buonismo dell’autrice. In mezzo a giovani appena maggiorenni allo scoperta del sesso e a un romanticismo hollywoodiano troviamo un dipinto quanto mai concreto della realtà in cui sono avvolti gli Stati del centro-sud degli USA, quelli che non siamo abituati a vedere nelle grandi produzioni cinematografiche e nemmeno al centro delle vicende narrate. Insomma, un panorama piuttosto realistico per uno scenario finalmente lontano dalle grandi metropoli americane e capace a tratti di rappresentare un po’ anche il nostro meridione e i paesi più isolati.

Probabilmente è in questa cornice che trova posto la tardiva scoperta della sessualità a cui vanno incontro i protagonisti. Sì, ho detto tardiva perché nel 2013 la totale mancanza di esperienza a 18 anni è ormai considerato un miracolo, o una sfortuna. L’impressione primaria è che la signora Glines volesse cavalcare un po’ l’ondata di popolarità del genere erotico per dare un’ulteriore spinta alla vicenda, ma il risultato è stato abbastanza scarso. L’argomento “sesso” è stato sfruttato più per la pubblicità che per articolare meglio la trama e per altro siamo ben lontani dalle prodezze di Christian Grey e Ana Steele. Insomma, di “hot” nella serie The Vincent Boys c’è davvero poco, ma non è di certo un difetto, anche perché i momenti che vorrebbero aspirare all’erotico sono trattati con adeguata delicatezza e il giusto livello di dettaglio, facendo passare anche qualche messaggio vagamente educativo.

A completare il quadro rendendolo molto meno desolante del previsto c’è la scrittura. Fluida, completamente in linea con il target, mai pesante. Entrambi i libri si fanno leggere in pochi giorni e difficilmente vi troverete a saltare qualche parte perché vi risulta troppo noiosa. Certo, tutto questo mettendo da parte la storia che Vincent Boys e Vincent Brothers raccontano dal momento che può più o meno appassionare.

Immagino che ora la domanda di base sarà: lo consigli?

Dipende. Dipende da quanto vi attirano questi tipi di libri e  prima di tutto dall’età che avete. I due romanzi appartengono ad un nuovo genere che in America viene chiamato “new adult“. Nuovo adulto. Praticamente i giovani dai 18 ai 25 anni, quelli freschi di Harry P<otter e pronti a lanciarsi alla scoperta di qualcosa di un po’ più maturo. Il risultato per ora mi lascia perplessa ma alla fine io di anni ne ho quasi 26 e potrei essere già troppo vecchia per questi romanzi moderni.

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