La natura non è mai stata clemente con il Giappone: tsunami, tifoni e terremoti sono all’ordine del giorno a causa della posizione dell’isola nipponica, situata tra diverse placche tettoniche. Questo precario equilibrio ha però portato mega-aziende locali ad investire nella ricerca e nello sviluppo di una sostenibilità diversa. Toshiba è una di queste società. Recentemente, insieme alla collaborazione con Honda, l’azienda giapponese è riuscita a rendere l’isola di Miyako – appartenente alla prefettura di Okinawa, profondo sud del Giappone – un luogo energeticamente autosufficiente.

Facciamo una premessa: l’isola di Miyako è molto lontana dalla terraferma, ciò significa che l’energia e le risorse devono essere trasportate via mare e questo implica un alto consumo di carburante. Inoltre, i frequenti tifoni spesso e volentieri isolano completamente l’isola (scusate il gioco di parole) danneggiando gravemente il sistema elettrico. Tutto ciò si può tradurre in poche e semplici parole: disagi, inquinamento e costi.

Per ovviare ai problemi legati ad elettricità e carburante, Honda ha creato delle piccolissime auto elettriche ad uso dei cittadini, che si ricaricano grazie ai pannelli solari sviluppati da Toshiba.  Le stazioni di ricarica, tra l’altro, potranno essere utilizzate anche dai cittadini che già possiedono un’auto elettrica.

In caso di tifoni e di blackout, inoltre, i cittadini di Miyakojima potranno utilizzare questi punti alimentati dall’energia solare per i loro device personali – computer, telefoni etc – in modo da non rimanere tagliati fuori dal mondo.

Miyakojima non è l’unica a beneficiare di energia rinnovabile. Un altro esempio è quello di Kurimajima, sul cui territorio vi sono solo 100 case e all’incirca 200 anime. Quest’ultima è autosufficiente al 100%: sui tetti di tutte le case, infatti, sono stati installati pannelli solari che immagazzinano energia durante il giorno e la ridistribuiscono durante la notte.

Che dire, questi sono esempi emblematici di come la tecnologia possa migliorare la nostra vita e quella del pianeta. Io attendo intanto l’esportazione del progetto in migliaia di isole sparse in tutto il mondo.

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