Sono 5.700 i gamer che Dell ha deciso di coinvolgere in una particolare ricerca ideata per capire le abitudine e i comportamenti della gaming community di oggi, una community che ormai si discosta molto dagli stereotipi tipici dei decenni precdenti.

Il gamer del 2018

Il videogiocatore moderno non è un adolescente timido e solitario. La passione per il gaming infatti travolge i genitori di ambo i sessi, i più giovani e gli over 50 (avete già visto la nostra rubrica 50 anni gamer? ndr), gli impiegati così come i dirigenti. Insomma, il gamer ormai non ha più età e non ha più sesso, ma soprattutto è fiero di essere considerato tale.

I giocatori di oggi non hanno poi problemi a condividere il loro entusiasmo per il settore: il 27& degli intervistati ha infatti dichiarato di aver coinvolto in questa passione almeno 3 o 4 persone tra amici e parenti. E così il gaming è diventato mainstream, una passione per tanti e non solo per pochi “nerd”.

A rendere possibile questa svolta è anche l’effetto dei videogiochi sulla maggior parte degli appassionati. I videogame infatti rilassano, funzionano da antistress e sono un ottimo passatempo, ma vengono comunque affiancati da altre attività: il 63% degli intervistati ama ascoltare musica, il 59% adora passare il tempo con la famiglia, il 50% vuole viaggiare e il 46% non esita a leggere qualche buon libro.

Ma quanto tempo passano questi nuovi gamer di fronte ai videogame? In media dalle sei alle nove ore alla settimana, spesso rinunciando a qualche ora di sonno. Questo però non significa dedicare anima e corpo ai videogiochi e diventare super-campioni, anche perché quasi tutti i partecipanti alla ricerca hanno dichiarato che perdere non è poi la fine del mondo. Insomma, si gioca perché è divertente, non necessariamente per vincere.

Non possiamo infine trascurare gli effetti benefici del gaming. Quattro gamer su dieci hanno dichiarato di essere diventati più abili a creare strategie grazie a questo hobby, mentre altri hanno migliorato la coordinazione occhio-mano e i tempi di reazione. Diversi intervistati hanno inoltre affermato di aver aumentato la capacità di teamwork e di leadership.

Un gruppo eterogeneo

Una volta la community del gaming era molto meno varia, oggi invece è molto più eterogenea. Variano l’etnia, la fede politica, l’orientamento sessuale e, naturalmente, l’abilità di gioco.

Da notare poi che solo il 14% dei gamer intervistati si chiede se l’avversario sia uomo o donna, anche perché il numero di giocatrici è in costante crescita: un giocatore su due (47%) ha almeno un’amica che gioca ai videogiochi, quasi un terzo (29%) ha una sorella gamer e il 21% ne è il genitore. Purtroppo solo il 17% dei gamer pensa che nella propria community dovrebbero esserci più donne.

Il futuro del gaming? VR e AR.

Al momento solo il 30% del campione intervistato utilizza dispositivi per la realtà virtuale o aumentata, ma il mercato è ancora in crescita. Non a caso, quasi un quarto dei partecipanti pensa che il futuro del settore sia fortemente legato a queste tecnologie e si augura di poter giocare un gioco in modalità VR wireless e virtual arcade.