Durante il Gran Premio della MotoGP tenutosi qualche settimana fa al Mugello, ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere con una nostra vecchia conoscenza: Stefano Rendina, manager IT del team di Ducati Corse.

Ebbene sì, stiamo proprio parlando del Gran Premio che ha visto trionfare Andrea Dovizioso.

Come in ogni lavoro, ci sono delle figure professionali che spesso si ignorano, più che altro perché non se ne conosce il vero valore. Nel mondo delle corse si pensa esistano solo piloti e ingegneri. È in parte vero: il pilota è colui che può condurre fisicamente alla vittoria, ma senza tutto il resto del team è totalmente perduto. Ve lo assicuro, l’ho visto con i miei occhi facendo un giro nei box Ducati al Mugello.

Tech PrincessCiao Stefano, raccontami qual è la tua giornata tipo durante un week-end di gara. 

Stefano RendinaSveglia alle 7.30, alle 8 siamo tutti in pista. Ognuno ha i suoi compiti: il meccanico va in revisione sulla moto, l’ingegnere verifica le strategie da attuare poi in gara, la parte IT arriva e inizia a sistemare tutte quelle piccole cose che non si pensano necessarie. Parti dalla semplice stampante, se ci sono i toner, se i cavi di rete sono tutti a posto e collegati, se il server non ha malfunzionamenti. Con il caldo dei mesi estivi il server lo teniamo riparato in un ambiente ben areato e abbiamo anche ventole aggiuntive. Quando siamo in Malesia – dove il caldo torrido e l’umidità la fanno da padrona – abbiamo bisogno di tenere il server sempre protetto.

Dopo aver fatto i primi piccoli interventi, aspettiamo che i ragazzi che si occupano della connettività del circuito ci portino la connessione internet. Faccio subito il collegamento con casa (la sede di Ducati), controllo che la VPN sia stata instaurata correttamente. Una volta che l’infrastruttura è tutta ok – tutti navigano, tutti iniziano a ricevere le email e possono verificare la moto – il resto della giornata è dedicata al controllo. Si guardano i Log della gara precedente, si verifica la configurazione della rete wireless, si decide se è già il caso di fare il cambio delle password di rete. Ogni tot gare definiamo un cambio password.

Tutto questo accade prima dell’inizio delle gare.

Tech PrincessQuindi, riassumendo, qual è il compito del reparto IT in un team di corse come Ducati?

Stefano RendinaIl nostro compito è quello di garantire che il portatile che va in griglia la domenica non abbia nessun problema di tipo hardware, software o una schermata blu di Windows piuttosto che un drive che smette di funzionare. Uno di questi malfunzionamenti potrebbe compromettere la gara perché l’ultimo controllo della moto lo facciamo in griglia prima di partire. Se il computer non dovesse andare, non possiamo fare l’ultimo check, la moto non parte e torna nel box. Per noi significherebbe saltare una gara!

Tech PrincessIn effetti uno pensa alla “gara saltata”… non so… quando la moto non va, quando il pilota cade, non di certo quando il computer non funziona. 

Stefano RendinaSe non va il computer per fare l’ultima mappatura della moto, quest’ultima non può gareggiare.

Tech PrincessDurante la gara quindi il tuo lavoro è costante, sei sempre sul chi va là?

Stefano RendinaCerto, durante la gara viaggio per i box con l’auricolare nell’orecchio, soprattutto perché noi abbiamo quattro team, come per esempio qui al Mugello, che gareggiano in contemporanea. Il team principale, il team Pramac e altri due team satellite. Quindi noi diamo supporto a circa 8 piloti.

Tech PrincessMa quindi di quanti computer ti devi prendere cura durante una gara?

Stefano RendinaEh, circa una cinquantina di computer, tra ingegneri, meccanici, analisi dati, telemetria e hospitality. Insomma abbiamo un po’ di tutto. E tieni conto che – durante le corse – del reparto IT siamo in due: io seguo la parte sistemistica e infrastrutturale, l’altro mio collega invece si occupa dello svilppo del software interno. Tieni conto che capita di fare delle release del software che serve per configurare la moto durante il weekend di gara. Di notte quindi abbiamo il classico programmatore che fa le 4 del mattino per far si che sia pronto l’aggiornamento del software per la gara del giorno successivo.

Tech PrincessDurante i weekend di gara immagino che vivrai con il cuore in gola.

Stefano RendinaDiciamo che potrebbero chiamarmi da qualsiasi box e io devo letteralmente correre: ci sono computer che si fermano, computer che scaricano l’aggiornamento di Windows e poi non ripartono più. Ci sono quindi una serie di sfortune che mi perseguitano.

Tech PrincessPuoi raccontarmi uno di questi eventi infausti? Quello più brutto.

Stefano RendinaUna volta è successo che il team coordinator, la figura chiave di tutto il team che gestisce e verifica tutti i tempi dei piloti, ha fatto l’aggiornamento del sistema operativo e il computer non si è più riavviato. Mi sono messo li con tutti i miei software di ripristino, magari prima che arrivino i giornalisti ad intervistarti alle 11 del mattino (starà mica parlando di me???). Alla mattina alle 8 ti metti li, riconfiguri tutto e installi Windows da capo, sperando che vada tutto a buon fine.

Tech PrincessQuindi mi stai dicendo che questa disgrazia è successa questa mattina?

Stefano RendinaAssolutamente si. Ma tieni conto che sono cose all’ordine del giorno.

Tech Princess Invece alla fine della gara, puoi tirare un sospiro di sollievo?

Stefano RendinaPiù o meno. Partiamo dal presupposto che io vivo con le dita incrociate, sono praticamente incollate tra loro. Vivo sempre nella speranza che non accada mai nulla di brutto perché un computer fuori uso comprometterebbe la gara. Detto questo, una volta finita la giornata di prove ci sono check di normale amministrazione da eseguire, come per esempio verificare che la console dell’antivirus sia ok, che il firewall sia aggiornato. Tutta una serie di cose che magari a casa non ho il tempo di fare ma che qui è assolutamente necessario verificare.

Tech PrincessPost gara invece fate altri controlli?

Stefano RendinaAssolutamente sì. Post gara facciamo un debrief giornaliero, ci si trova e – voce per voce come succede per motore, veicolo, calcoli ed elettronica – si parla anche dei sistemi. Quindi si raccolgono tutte le problematiche in un verbale e appena torniamo in ufficio ne discutiamo insieme in modo da capire se sono state risolte in loco oppure se sono dei nuovi progetti da implementare durante le prossime gare o negli anni futuri.
Ad esempio, vediamo come si comportano i portatili di gara (usiamo dei Dell per il gaming) oppure l’antivirus (G-Data è il partner tecnico di Ducati). Se è tutto a posto, procediamo con altre problematiche.

Tech PrincessPer quanto riguarda i sistemi di sicurezza invece come siete messi? Sempre più aziende vengono colpite da gruppi di hacker. Voi come vi difendete? 

Stefano RendinaNon voglio gufarmela, ma non tantissimo. Le gare, soprattutto italiane, sono pieni di tentativi di accesso alla rete Wifi. È comunque una cosa a cui stiamo molto attenti anche perché qualsiasi cosa è bucabile. Teniamo sempre un minimo di monitoring sui firewall. Se ci sono alert pesanti, le società esterne a cui ci appoggiamo, ci chiamano e risolvono la problematica per conto nostro, altrimenti ci segnalano i tentativi di intrusione o le falle nel nostro sistema. Diciamo che, essendo da solo, non posso fare tutto io, per questo motivo ci affidiamo ad aziende esterne che ti monitorano durante il weekend di gara come degli angeli custodi. Anche perché l’intrusione è un conto ma il malware te lo sei preso in albergo e te lo porti in giro. Il discorso quindi è bidirezionale. Bisogna stare purtroppo sempre attenti.

Tech PrincessMa quindi mi stai dicendo che i portatili di gara possono anche collegarsi ad altre reti all’infuori della vostra? Non è pericoloso?

Stefano RendinaCi sono alcuni PC (quelli con cui configuriamo e gestiamo la moto) che tassativamente non possono essere connessi ad altre reti, non lasciano mai “casa”. Sono talmente sensibili che non permettiamo nessuna connessione, se non quella dei box. Questi computer viaggiano con il team e la moto, mai da altre parti.
I PC degli ingegneri sono un po’ diversi. A loro permettiamo di lavorare in mobilità, quindi su queste macchine siamo un po’ più morbidi. Diciamo che istruiamo i membri del team ad usare i PC in modo consapevole e “cliccare solo dove necessario” e non su qualsiasi link e/o sito.

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