Dai grattacieli di New York alle distese verdi britanniche, dalla Grande Mela a un paesino sperduto, la nostra vita è decisamente pronta a cambiare. Ma come? Se la routine quotidiana a lungo andare ci annoia, non accadrà lo stesso in The Good Life, il progetto indie RPG sviluppato da White Owls Inc., un team guidato da Yukio Futatsugi, creatore di altri titoli quali Panzer Dragoon o Phantom Dust.

 Nell’attesa di provare questo titolo (al momento in cerca di fondi su Kickstarter), vediamo meglio di cosa si tratta!

Se siete amanti di cose bizzarre e misteriose, di personaggi unici e memorabili e siete alla ricerca di un gioco che dia ampia libertà ai giocatori, sappiate che The Good Life sembra promettere tutto questo, consentendoci di vestire i panni di una giornalista, Naomi, che si trasferisce in paesino britannico chiamato Rainy Woods. La donna deve infatti sistemare i suoi debiti piuttosto onerosi, così la sua attività frenetica è quella di scattare fotografie a quanto accade in città e scrivere notizie e reportage.

Definita come “la città più felice del mondo”, è abitata da persone alquanto bizzarre e fuori di testa, persone che incontreremo mentre saremo alla ricerca di una soluzione ai diversi misteri e puzzle che si presenteranno sul nostro percorso.

Attenzione però, anche i cittadini non sono privi di sorprese: nella notte, alla luce della luna, le persone si trasformano in cani e gatti! Una trasformazione che avviene una volta al mese e che non risparmierà nemmeno la nostra protagonista. La trasfigurazione però non sarà casuale: a noi spetterà il compito di decidere quale animale replicare.

Il gameplay quindi si basa molto anche sulle nostre scelte: il comportamento e le vite dei cittadini, le amicizie che stringeremo e come interagiremo con le persone. Tutto questo ci condurrà ad un finale ben preciso e ogni volta diverso e potrà influenzare la storia della città.

Cosa dovremo fare concretamente? Prima di tutto il nostro compito sarà quello di scattare foto a chiunque e ovunque, per poi pubblicarle su una applicazione o venderle a fini di lucro ai giornali. Dunque la qualità del nostro equipaggiamento determinerà il risultato del nostro lavoro: per scattare delle buone foto non dovremo fare altro che acquisire diversi strumenti! Ma per raggiungere tutti i nostri obiettivi, dovremo assolutamente guadagnare soldi.

Come fare? Oltre a diversi lavori part-time (ci potremo occupare di animali, giardinaggio, lavorare come baristi o in un casinò), le opzioni principali sono due: usare la app in-game Flamingo, ottenendo denaro per ogni “like” alle nostre foto, dopo averle modificate e pubblicate. La seconda possibilità sta nel vendere gli scatti a Morningvale, la società giornalistica che non vede l’ora di rivelare i segreti della cittadina inglese.

Si tratta dunque di un open-world, con alcune regole e restrizioni che lo diversificano ovviamente dal mondo reale, ma la verosimiglianza non è affatto da escludere, anzi. Vedremo lo scorrere del tempo e delle stagioni, saremo davvero padroni della nostra vita e la riuscita o meno delle sfide che lanceremo a noi stessi dipenderanno solo da come gestiremo tutte le faccende quotidiane, senza perdere però quel pizzico di mistero e thriller che non guasta mai.

Non mancheranno eventi speciali, legati però alle vere tradizioni britanniche, quali Halloween, Natale, San Valentino e Pasqua, oltre a molti altri eventi che popoleranno il gioco in diversi periodi dell’anno. Potremo prenderci cura di noi stessi, fare shopping e vivere appieno questa avventura. Sicuramente il fattore che lo rende diverso è la possibilità di vivere un’esperienza di esplorazione anche nei panni di un animale, il tutto sempre vissuto in terza persona, così da osservare al meglio il nostro personaggio nell’ambiente in cui si trova.

Grazie anche a una grafica dalle forme particolari, un po’ imperfette, ma sicuramente originali, The Good Life rappresenta un ritorno in auge della simulazione della vita quotidiana senza scadere nella noia e nello stereotipo, grazie all’unione di alcuni elementi di fantasia e legame piuttosto saldo con la realtà che rende la storia appetibile quanto basta, augurandoci che possa sfociare in una narrazione ben scritta e dalla giocabilità fluida.

Oltre a riflettere sul tema dell’importanza della fotografia, sia come testimonianza ma anche come oggetto di compravendita e scambio, elemento fondamentale ormai nella narrazione della quotidianità e nei processi di newsmaking, vengono sottolineati i punti di forza e debolezza delle capacità umane di rielaborare e indagare la realtà. È così che ci viene in soccorso la capacità animale di analizzare e osservare il mondo davvero da un’altra prospettiva, una nota magica e di fantasia che però aiuta anche a considerare la realtà attraverso altri occhi.

Molto resta ancora da fare, ma auguriamo agli sviluppatori di realizzare il loro progetto e regalarci una storia che ben si associa alla nostra vita quotidiana, tra un click della nostra fotocamera e l’eterna lotta dettata dal dilemma “vivere per lavorare o lavorare per vivere“.